La Nuova Sardegna

Nuoro

L’ultimo saluto a Punzoni, il guerriero della Sla

di Luca Urgu
L’ultimo saluto a Punzoni, il guerriero della Sla

Il carrozziere di 48 anni si è spento dopo un lungo calvario. Gli avevano dedicato anche un concerto

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NUORO. Il guerriero è caduto combattendo fino all’ultimo istante di vita a cui è rimasto attaccato con una forza e un trasporto incredibile. Giuseppe Punzoni, il carrozziere nuorese colpito da quel male subdolo e terribile che si chiama Sla, sclerosi laterale amiotrofica, è morto a 48 anni. Ma rimane la sua testimonianza forte, un vero e proprio inno alla vita.

Il suo esistere ha detto una cosa chiara, ovvero che malgrado le enormi difficoltà di un’esistenza negli ultimi quindici anni minata da quel male che lentamente ti consuma i muscoli, ti leva il respiro e ti crocifigge al letto, non si può non impegnarsi per vivere comunque al meglio e contribuire a migliorare altre situazioni purtroppo simili alla sua.

In questi anni Giuseppe Punzoni ha imparato a vivere su una sedia a rotelle. A farsi capire, col movimento delle labbra, da chi gli sta attorno ogni giorno. Ha raccontato la sua storia di dolore e di speranza in un libro: «In men che non si dica». Dieci anni fa un gruppo di artisti di tutto il territorio si diedero da fare per animare un concerto nel rione di Giuseppe. Un evento organizzato per raccogliere dei fondi che consentissero l’acquisto di un furgone attrezzato per il suo trasporto in carrozzina.

Fu ovviamente un successo e la gente rispose con grande generosità arrivando nel piazzale della chiesa di San Giovanni Battista, quartiere di Preda Istrada, per la serata in musica. Lui stesso allora salì sul palco e sfoderò il suo miglior sorriso. Prima di ammalarsi Giuseppe faceva il meccanico, era un grande appassionato di motori. Poi il calvario della Sla con i tempi dettati dalla malattia. Una condizione a cui non si è mai arreso, ma assecondando la sua natura ha sempre deciso di combattere con tutte le energie.

Una grande testimonianza di forza per sé e per gli altri come d’altronde è stata la presenza dell’Aisla, l’associazione italiana sclerosi amiotrofica e la vicinanza ai medici e agli infermieri che lo hanno assistito amorevolmente. Ieri nella sua pagina facebook è arrivato il saluto e il cordoglio dei tanti amici che in questi anni ne hanno anche per poco incrociato la strada. Parole dolcissime di affetto che solo un guerriero dal cuore grande può trovare.

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