Allarme eroina a Nuoro: «Serve un piano di prevenzione»
Parla Gianfranco Oppo, esperto di dinamiche giovanili: gli educatori hanno abdicato al proprio ruolo
NUORO. Giovani e droghe: «La questione torni nell'agenda politica, servono urgenti programmi di prevenzione». A lanciare l'allarme è Gianfranco Oppo, esperto di dinamiche giovanili, che all'indomani dell'inchiesta della Nuova sull'emergenza eroina in città è intervenuto sul tema per richiamare le responsabilità di tutti coloro che hanno un ruolo politico ed educativo. «Nel deserto educativo, privo da oltre dieci anni di qualsiasi politica di prevenzione sulle droghe, ciò che rimane è una società in balìa di se stessa: la crisi pedagogica della Barbagia si riflette nel delitto del lago Omodeo, storia simbolo di questa emergenza – rincara l'esperto di dinamiche giovanili –. Purtroppo sta accadendo quello che era stato annunciato». A testimoniarlo sono i numerosi ritrovamenti di siringhe abbandonate lungo le strade e nei parchi della città, e una sempre più crescente richiesta di soccorsi per casi di persone in stato di overdose. «Se ne parlava già due anni fa quando la direttrice del SerD di Nuoro commentava il ritrovamento di alcune siringhe, dentro una scuola materna nel rione di San Pietro, come l'inizio di una nuova ondata di eroina. Ma nel frattempo nulla è stato fatto».
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«Anche a livello nazionale la sensazione è che il problema sembra essere sparito dall'agenda politica: da otto anni infatti non si tiene più la Conferenza nazionale sulle droghe, prevista dal Testo unico del 1990. L'obiettivo era portare all'attenzione generale i problemi connessi alla diffusione delle sostanze stupefacenti e psicotrope», dice Oppo. A complicare le cose in questo quadro sempre più sconfortante è la difficoltà nell'individuare i nuovi consumatori. Il drogato non è più l’emarginato che si riconosce da lontano, ma il ragazzo insospettabile che pensa di avere una marcia in più con qualche milligrammo di sostanza in corpo. «È difficile fare l’identikit di questi ragazzi – ammette Oppo –. Non hanno voti più bassi, non arrivano da uno specifico ceto sociale, non fanno più assenze a scuola: sono più spesso maschi vicini alla maggiore età, in media hanno meno interessi rispetto agli altri, ma non c’è nulla che possa aiutare davvero a intercettarli. Tanti mixano le sostanze nuove del momento, di cui non si sa nulla, con altre sostanze: il poli-abuso è sempre più comune, e molti prendono quel che trovano». Fare uso di diverse sostanze mixate significa non preoccuparsi più neppure dell’effetto, ma semplicemente cercare emozioni a prescindere da qualsiasi considerazione.
«Non c’è più alcuna barriera che protegga i giovani dalle droghe, che ormai non vengono percepite come un problema, anzi lo “sfigato” è chi rifiuta di farsi – sottolinea Gianfranco Oppo –. Purtroppo il fenomeno è fuori controllo, esistono centinaia di nuove sostanze psicoattive, in continuo aumento e per tutti i gusti. L'ultima, che ha provocato centinaia di vittime in America, è il Fentanyl: un oppioide sintetico fino a 100 volte più potente della morfina, che viene venduto a prezzi bassissimi».
Le nuove sostanze, anche la più comune hashish e marijuana sono molto potenti, costano poco e vengono assunte a dosaggi incontrollati. Gli effetti sono perciò in parte imprevedibili, e spesso rovinosi. I rischi maggiori si hanno con sostanze psicostimolanti come i cannabinoidi sintetici, che provocano disturbi dell’umore, depressione, manìa e sono associati a un’alta probabilità di sindrome schizoide: in pratica, si resta allucinati per giorni e compare una psicosi da cui non si torna più indietro. «Pensiamo a cosa è successo nel delitto del lago Omodeo – prosegue l'esperto di dinamiche giovanili –. Qui si vede come le sostanze abbiamo alterato l'io di questi giovani, facendoli regredire a uno stato animalesco. Il problema c'è ed è molto serio. Ora più che mai è necessario affrontarlo, inchinandoci di fronte a chi ha il polso della situazione».
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