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Zaino in spalla: parte l’attesa ricerca del tesoro
NUORO. Is Animeddas e is Panixeddas nel sud dell’isola, “Su bene de sas ànimas” (il bene delle anime) o “Su bene chi tocat” in molti centri del Marghine, su Mortu Mortu nel Nuorese, su Prugadòriu in...
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NUORO. Is Animeddas e is Panixeddas nel sud dell’isola, “Su bene de sas ànimas” (il bene delle anime) o “Su bene chi tocat” in molti centri del Marghine, su Mortu Mortu nel Nuorese, su Prugadòriu in Ogliastra, Su Peticocone in Baronia. Ma anche Su Candeleri e Sas Animas. Sono i tantissimi modi in cui viene chiamato l’evento che viene festeggiato tra la fine di ottobre e i primi giorni di novembre. A Nuoro, dove la tradizione è ancora viva, molte famiglie si preparano alcuni giorni prima, facendo scorte di caramelle e dolciumi vari da distribuire nei due giorni di pacifica invasione.
«Papassinos non lis nde doe, ca los fachen a frichinìas: sos pitzinnos cheren tziculateddos e dinare...».
D’altra parte la questua festante di “su mortu mortu”, il 1 e 2 novembre, rappresenta una delle sempre più rare occasioni di rivedere i centri storici percorsi da vocianti bambini di ogni età. Lo hanno capito anche in realtà urbane dove la tradizione si era quasi del tutto smarrita, e dove il rischio di una omologazione al “trick or treat” di Halloween, sta diventando sempre più concreto. (g.c.)
«Papassinos non lis nde doe, ca los fachen a frichinìas: sos pitzinnos cheren tziculateddos e dinare...».
D’altra parte la questua festante di “su mortu mortu”, il 1 e 2 novembre, rappresenta una delle sempre più rare occasioni di rivedere i centri storici percorsi da vocianti bambini di ogni età. Lo hanno capito anche in realtà urbane dove la tradizione si era quasi del tutto smarrita, e dove il rischio di una omologazione al “trick or treat” di Halloween, sta diventando sempre più concreto. (g.c.)
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