«Da 40 anni sul fronte sicurezza»
di Luca Urgu
La coop La Nuorese festeggia la ricorrenza con 350 dipendenti, 115 soci e 11 milioni di fatturato
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NUORO. In un territorio che arranca e fa fatica rappresenta una bella realtà. Un’azienda in salute che esporta servizi anche in altre aree dell’Isola. Eppure la Vigilanza La Nuorese, leader in Sardegna nella sicurezza, quando ha iniziato a muovere i primi passi, quarant’anni fa, era mossa soprattutto dalla volontà di crescere di una manciata di guardie giurate che con i pochi contratti ottenuti da altrettanti negozianti. Poi un consiglio di amministrazione tutto barbaricino (presidente Luigi Chisu, vice presidente Battista Tolu, direttore Francesco Pusceddu e il security manager Pietro Tolu) ha garantito una continuità nella politica aziendale. Pochi ma significativi numeri rendono poi davvero bene l’idea di come oggi l’impresa sia decisamente cambiata dalla pionieristica fase iniziale: tra tutti, gli 11 milioni di fatturato e gli oltre 350 dipendenti, mentre i soci sono 115. Cifre che fanno un certo effetto nel deserto industriale e occupazionale del Nuorese, dove pubblico e privato arretrano, così come la politica appare assai confusa nel segnare la via di nuovi sbocchi.
Quarant’anni di attività sono un traguardo importante per un’impresa che non si vuole affatto fermare ma che guarda con interesse alle nuove sfide, ma una cooperativa nata in casa tra pochi soci e poi diventata una grande famiglia allargata deve trovare il tempo per festeggiare e riflettere su questo primo percorso importante. L’appuntamento per dirigenti, soci e collaboratori è per sabato 17, quando la giornata sarà scandita da alcuni significativi eventi per la ricorrenza (messa alle 10 in Cattedrale, poi un convegno sui 40 anni e proiezione di un documentario sulla cooperativa tra storia e presente al Museo del Costume alle 11:30 edinfine un ricevimento alle 13:30). «Ci sembra opportuno festeggiare e ritrovarci per guardare indietro e capire chi eravamo e allo stesso tempo continuare a lavorare per le nuove sfide che non mancano», racconta Luigi Chisu, presidente del cda. Anche lui ha iniziato come guardia particolare giurata quando i vigilantes non avevano ancora nemmeno le divise, e per farsi riconoscere indossavano una fascia al braccio. «Guardando indietro mi rendo conto che strada ne abbiamo percorso tanta. Si lavorava senza guardare l’orologio ma con passione e grande spirito di sacrificio. Una svolta importante è stata entrare nel sistema delle cooperative nel 1989. Un percorso che ci ha responsabilizzato e fatto crescere sempre con maggiore consapevolezza», sottolinea il presidente. «Un altro snodo importante è l’aver sposato con convinzione tecnologia e innovazione. Negli anni ’90 abbiamo acquistato con un investimento importante la prima centrale operativa, ponti radio all’avanguardia e negli anni successivi un furgone portavalori. Tutte scelte lungimiranti che ci hanno fatto rimanere al passo con i tempi e con le novità che un mercato complesso come quello della sicurezza proponeva e continua a proporre».
L’occhio rivolto verso l’innovazione con sistemi di allarme di nuova tecnologia non ha però intaccato un altro core business dell’azienda: l’attenzione alle risorse umane e ai dipendenti.
Oggi i vigilantes operano in tutto il territorio regionale in diversi servizi. Si va dall’attività di vigilanza fissa e/o antirapina in locali commerciali, istituti di credito, ma anche porti e aeroporti, sino agli autobus e al classico portierato in uffici pubblici. «Ci arrivano tante richieste da tutta l’isola e ovviamente non riusciamo ad accontentare tutti», dice il risk manager Pietro Tolu, da vent’anni in azienda, «ma comunque dare lavoro a oltre 300 persone ci gratifica enormemente. Gli spazi del nostro intervento si stanno ampliando e la speranza è di poter negli anni fare ancora meglio». L’attenzione alle risorse umane ha fatto varare all’azienda nel 2015 anche il servizio di psicologia aziendale, uno strumento innovativo nell'ambito della vigilanza privata, pensato per tutelare la salute dei lavoratori. Lavoro maschile ma con sempre più ingressi al femminile: «È una professione che faccio con passione. Mi gratifica il servizio e la possibilità di avere contatti quotidiani con la gente», dice Ilaria Bertocchi.
Quarant’anni di attività sono un traguardo importante per un’impresa che non si vuole affatto fermare ma che guarda con interesse alle nuove sfide, ma una cooperativa nata in casa tra pochi soci e poi diventata una grande famiglia allargata deve trovare il tempo per festeggiare e riflettere su questo primo percorso importante. L’appuntamento per dirigenti, soci e collaboratori è per sabato 17, quando la giornata sarà scandita da alcuni significativi eventi per la ricorrenza (messa alle 10 in Cattedrale, poi un convegno sui 40 anni e proiezione di un documentario sulla cooperativa tra storia e presente al Museo del Costume alle 11:30 edinfine un ricevimento alle 13:30). «Ci sembra opportuno festeggiare e ritrovarci per guardare indietro e capire chi eravamo e allo stesso tempo continuare a lavorare per le nuove sfide che non mancano», racconta Luigi Chisu, presidente del cda. Anche lui ha iniziato come guardia particolare giurata quando i vigilantes non avevano ancora nemmeno le divise, e per farsi riconoscere indossavano una fascia al braccio. «Guardando indietro mi rendo conto che strada ne abbiamo percorso tanta. Si lavorava senza guardare l’orologio ma con passione e grande spirito di sacrificio. Una svolta importante è stata entrare nel sistema delle cooperative nel 1989. Un percorso che ci ha responsabilizzato e fatto crescere sempre con maggiore consapevolezza», sottolinea il presidente. «Un altro snodo importante è l’aver sposato con convinzione tecnologia e innovazione. Negli anni ’90 abbiamo acquistato con un investimento importante la prima centrale operativa, ponti radio all’avanguardia e negli anni successivi un furgone portavalori. Tutte scelte lungimiranti che ci hanno fatto rimanere al passo con i tempi e con le novità che un mercato complesso come quello della sicurezza proponeva e continua a proporre».
L’occhio rivolto verso l’innovazione con sistemi di allarme di nuova tecnologia non ha però intaccato un altro core business dell’azienda: l’attenzione alle risorse umane e ai dipendenti.
Oggi i vigilantes operano in tutto il territorio regionale in diversi servizi. Si va dall’attività di vigilanza fissa e/o antirapina in locali commerciali, istituti di credito, ma anche porti e aeroporti, sino agli autobus e al classico portierato in uffici pubblici. «Ci arrivano tante richieste da tutta l’isola e ovviamente non riusciamo ad accontentare tutti», dice il risk manager Pietro Tolu, da vent’anni in azienda, «ma comunque dare lavoro a oltre 300 persone ci gratifica enormemente. Gli spazi del nostro intervento si stanno ampliando e la speranza è di poter negli anni fare ancora meglio». L’attenzione alle risorse umane ha fatto varare all’azienda nel 2015 anche il servizio di psicologia aziendale, uno strumento innovativo nell'ambito della vigilanza privata, pensato per tutelare la salute dei lavoratori. Lavoro maschile ma con sempre più ingressi al femminile: «È una professione che faccio con passione. Mi gratifica il servizio e la possibilità di avere contatti quotidiani con la gente», dice Ilaria Bertocchi.
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