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Nuoro

Nel sangue trovato in casa il mistero di Tanaunella

di Luca Urgu
Nel sangue trovato in casa il mistero di Tanaunella

L’11 dicembre il Gip affiderà gli “accertamenti irripetibili” sulle tracce ematiche scoperte nell’abitazione del pensionato morto. Il nipote resta indagato

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BUDONI. Per capire se nel “cold case” di Tanaunella ci potrà essere una vera svolta bisogna attendere l’11 dicembre. È la data dell’incidente probatorio fissato in tribunale a Nuoro dal giudice per le indagini preliminari Claudio Cozzella che in quella sede affiderà a due distinti consulenti l’incarico di effettuare degli accertamenti irripetibili. Il primo incarico sarà affidato al maresciallo Gavino Piras dei Ris di Cagliari. A lui il compito di analizzare le tracce ematiche repertate nello stabile della famiglia Setzu–Ventroni due mesi fa proprio dai carabinieri per le indagine scientifiche, e di dire con certezza (ancora non si conosce la tempistica che verrà probabilmente esplicitata in udienza) se è sangue umano. Solo se arriverà quella risposta si potrà procedere oltre. Con un altro rocambolesco scenario: la riesumazione del cadavere di Andrea Ventroni, di 73 anni, che verrà poi affidato al medico legale Vindice Mingioni per l’esame autoptico capace di chiarire le cause del decesso.

Sono questi gli snodi fondamentali dell’inchiesta per omicidio volontario aperta nelle scorse settimane dalla Procura di Nuoro per la morte dell’anziano pastore di Tanaunella nel 2017. Un decesso, il suo, successivo a una rovinosa caduta in casa. Una dinamica che a distanza di un anno da quell’evento tragico non convince gli investigatori che hanno iscritto nel registro degli indagati Gianfranco Setzu, nipote dell’uomo. Evidentemente c’è qualcosa nel comportamento del ragazzo che viveva nello stabile con i genitori e lo zio che non ha convinto gli inquirenti. Gli stessi – le indagini sono dei carabinieri di Budoni – avrebbero raccolto elementi tali da riaprire un’inchiesta già archiviata senza alcuna possibile notizia di reato per vederci in maniera decisamente più chiara.

Diverse sarebbero infatti le incongruenze e le testimonianze raccolte sia nell’immediatezza del fatto che nei mesi successivi per decidere di approfondire quel fascicolo dove il possibile movente si concentra sul consistente asse ereditario della famiglia. Il fatto che Gianfranco Setzu sia indagato non significa affatto che sia colpevole, ma che in questa fase le indagini si sono concentrate proprio su di lui e che ha il diritto di farsi assistere da un legale (il giovane ha nominato l’avvocato Gianluca Sannio) nei vari passaggi giudiziari che lo riguardano.

Il prossimo in ordine di tempo è proprio l’incidente probatorio, vero spartiacque per scrivere una verità giudiziaria su una vicenda ancora nebulosa e confusa. Che forse solo i prossimi passaggi serviranno definitivamente a chiarire. (l.u.)

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