Orgosolo, assalto al furgone dei tabacchi
di Valeria Gianoglio
Tre banditi armati e mascherati rapinano 10mila euro di sigarette: il conducente le stava per scaricare in corso Repubblica
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NUORO. Veloci, decisi e in assetto militare: passamontagna ben infilato sulla testa, fucile stretto tra le mani, una Fiat Punto rossa pronta a raccoglierli di nuovo per farli sparire con un bottino di circa 10mila euro di sigarette. Alle 16.30 di martedì, nel cuore di Orgosolo, in corso Repubblica, la maggior parte delle attività commerciali ha già aperto da mezz’ora, la vita quotidiana ha ripreso ad animare il centro del paese dopo la pausa per il pranzo, ma all’improvviso, e per una ristretta manciata di minuti, la lunga strada a senso unico sembra trasformarsi nel set di un film d’azione. Solo che a Orgosolo stavolta è tutto vero.
La rivendita di tabacchi di Caterina Monni è aperta già da una trentina di minuti quando arriva il furgone dei monopoli di Stato. Gli addetti allo scarico della merce lo attendevano più o meno per quell’ora, le 16.30, dopo la prima tappa che il furgone aveva fatto per consegnare la merce in un’altra tabaccheria del paese. Il conducente del furgone accosta il mezzo davanti alla rivendita Monni, apre lo sportello e si avvia a consegnare le diverse scatole piene di stecche di sigarette. Ma non fa in tempo a completare l’azione: proprio quando si accinge, infatti, a scaricare le scatole in corso Repubblica arriva una Fiat Punto rossa. E in pochi secondi si consuma una sequenza da manuale delle rapine: l’utilitaria inchioda davanti alla tabaccheria, tre uomini con il volpo coperto da un passamontagna escono dall’auto imbracciando un fucile ciascuno, si dirigono a razzo verso il furgone dei monopoli di Stato e dichiarano subito le loro intenzioni. «Dacci tutte le sigarette», dicono, con toni decisi, al conducente del furgone. Mentre coloro che avrebbero dovuto scaricare la merce assistono impietriti alla scena. In pochissimi istanti i tre banditi si impossessano di alcuni scatoloni pieni di stecche di sigarette, si infilano di nuovo nella Punto rossa dalla quale erano scesi poco prima, ingranano la marcia e fuggono proseguendo sempre per corso Repubblica. Dopo qualche secondo di comprensibile stato di shock, gli addetti allo scarico della merce e il conducente del furgone dei monopoli di Stato si riprendono e danno l’allarme. E in corso Repubblica, in pochi istanti, arrivano gli agenti del commissariato di Orgosolo, il dirigente Giampiero Putzu, e da Nuoro arriva anche il dirigente della squadra mobile Silvio Esposito.
Comincia una caccia ai banditi imponente: posti di blocco, controlli nelle campagne, diverse vie del paese e strade campestri setacciate palmo a palmo. Ma né Orgosolo, né il territorio intorno restituiscono qualche traccia utile del terzetto di rapinatori. Finora risulta inghiottita nel nulla anche la Fiat Punto utilizzata per mettere a segno il colpo alla rivendita di tabacchi. Nessuna traccia dei tre banditi, dunque, né dell’utilitaria, probabilmente rubata, con la quale sono arrivati e fuggiti sempre sul corso Repubblica. Zero assoluto nonostante tante ricerche meticolose. E nel frattempo e su un altro fronte, in paese, la polizia chiamava a raccolta i potenziali testimoni. Ma al momento sembra che dai primi racconti fatti sia dagli addetti della tabaccheria, sia del conducente e di alcuni passanti, non sia emerso nulla di utile per risalire agli autori dell’assalto al furgone dei monopoli di Stato.
E sarà molto difficile anche ritrovare le stecche di sigarette rubate, per un valore complessivo di diecimila euro: né le scatole, né le stecche, infatti, hanno un numero di riconoscimento. L’assalto al furgone dei monopoli è il terzo avvenuto tra Orgosolo e dintorni negli ultimi tre anni. Il primo caso era avvenuto, infatti, il primo settembre del 2015, mentre il secondo era avvenuto il 10 maggio 2016, sulla strada provinciale 58. Per il primo episodio cinque persone erano state arrestate. Ma l’inchiesta non si è ancora conclusa.
La rivendita di tabacchi di Caterina Monni è aperta già da una trentina di minuti quando arriva il furgone dei monopoli di Stato. Gli addetti allo scarico della merce lo attendevano più o meno per quell’ora, le 16.30, dopo la prima tappa che il furgone aveva fatto per consegnare la merce in un’altra tabaccheria del paese. Il conducente del furgone accosta il mezzo davanti alla rivendita Monni, apre lo sportello e si avvia a consegnare le diverse scatole piene di stecche di sigarette. Ma non fa in tempo a completare l’azione: proprio quando si accinge, infatti, a scaricare le scatole in corso Repubblica arriva una Fiat Punto rossa. E in pochi secondi si consuma una sequenza da manuale delle rapine: l’utilitaria inchioda davanti alla tabaccheria, tre uomini con il volpo coperto da un passamontagna escono dall’auto imbracciando un fucile ciascuno, si dirigono a razzo verso il furgone dei monopoli di Stato e dichiarano subito le loro intenzioni. «Dacci tutte le sigarette», dicono, con toni decisi, al conducente del furgone. Mentre coloro che avrebbero dovuto scaricare la merce assistono impietriti alla scena. In pochissimi istanti i tre banditi si impossessano di alcuni scatoloni pieni di stecche di sigarette, si infilano di nuovo nella Punto rossa dalla quale erano scesi poco prima, ingranano la marcia e fuggono proseguendo sempre per corso Repubblica. Dopo qualche secondo di comprensibile stato di shock, gli addetti allo scarico della merce e il conducente del furgone dei monopoli di Stato si riprendono e danno l’allarme. E in corso Repubblica, in pochi istanti, arrivano gli agenti del commissariato di Orgosolo, il dirigente Giampiero Putzu, e da Nuoro arriva anche il dirigente della squadra mobile Silvio Esposito.
Comincia una caccia ai banditi imponente: posti di blocco, controlli nelle campagne, diverse vie del paese e strade campestri setacciate palmo a palmo. Ma né Orgosolo, né il territorio intorno restituiscono qualche traccia utile del terzetto di rapinatori. Finora risulta inghiottita nel nulla anche la Fiat Punto utilizzata per mettere a segno il colpo alla rivendita di tabacchi. Nessuna traccia dei tre banditi, dunque, né dell’utilitaria, probabilmente rubata, con la quale sono arrivati e fuggiti sempre sul corso Repubblica. Zero assoluto nonostante tante ricerche meticolose. E nel frattempo e su un altro fronte, in paese, la polizia chiamava a raccolta i potenziali testimoni. Ma al momento sembra che dai primi racconti fatti sia dagli addetti della tabaccheria, sia del conducente e di alcuni passanti, non sia emerso nulla di utile per risalire agli autori dell’assalto al furgone dei monopoli di Stato.
E sarà molto difficile anche ritrovare le stecche di sigarette rubate, per un valore complessivo di diecimila euro: né le scatole, né le stecche, infatti, hanno un numero di riconoscimento. L’assalto al furgone dei monopoli è il terzo avvenuto tra Orgosolo e dintorni negli ultimi tre anni. Il primo caso era avvenuto, infatti, il primo settembre del 2015, mentre il secondo era avvenuto il 10 maggio 2016, sulla strada provinciale 58. Per il primo episodio cinque persone erano state arrestate. Ma l’inchiesta non si è ancora conclusa.
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