Debito in capo alle banche «Risparmio di 10 milioni»
di Francesco Pirisi
La scadenza per la presentazione delle offerte è fissata per domani alle dodici La ristrutturazione consentirà la riduzione dell’interesse dal 5,4 al 2,3 per cento
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NUORO. Le banche commerciali interessate a prendere in carico i debiti del Comune capoluogo possono presentare le offerte entro domani a mezzogiorno. Il carico è di 38 milioni di euro per 164 mutui, che sinora sono stati anticipati dalla Casa depositi e prestiti, con scadenza dell’ammortamento nel 2042. L’offerta deve contenere il tasso di interesse col quale ogni banca è disponibile a sostituirsi alla cassa statale nella gestione del debito. Già per giovedì 29 è previsto l’esame da parte degli uffici finanziari delle buste pervenute, verificare quante sono e quali le condizioni proposte, così da andare all’aggiudicazione del servizio.
Una volta stipulato il contratto la banca aggiudicataria dovrà versare le somme pattuite, in modo che il Comune possa chiudere i conti con l’attuale creditore entro il 31 dicembre. L’obiettivo dell’operazione è di ridurre l’interesse dal 5,4 per cento contrattato con la Cassa depositi e prestiti, a una percentuale intorno al 2,3, che è il tasso nel mercato finanziario. Il cambio dovrebbe portare a un risparmio di circa 10 milioni negli interessi, oggi stimati intorno ai 26 milioni, che sommati al capitale portano a un’esposizione di 64 milioni. L’operazione portata avanti dall’ex assessore Psd’Az, Giuliano Sanna, è stata rimarcata durante uno degli ultimi consigli comunali dal sindaco Andrea Soddu, perché inserita dalla giunta tra le azioni virtuose per restituire salute e capacità operativa all’ente. «Il risparmio – dice Soddu – è evidente e ci consente di guardare al futuro con meno apprensione. C’è un programma di mandato, dei piani finanziari fatti nella giusta maniera e questo della ristrutturazione del debito costituisce uno degli strumenti messi in campo». L’unico neo è rappresentato dalla penale, di circa 4 milioni e mezzo, che la Cassa depositi e prestiti chiede in cambio della cessione del credito a una banca ordinaria e che sarà a carico del Comune. Somma tuttavia più che dimezzata dal contributo di 2 milioni e mezzo ricevuti dal Ministero, dopo la scelta del governo di aiutare i comuni a liberarsi dal giogo della cassa statale e degli interessi ormai fuori mercato, anzi, «ai limiti dell’usura», come ebbe modo di commentare un anno fa l’ex assessore del Bilancio, Sanna, nel comunicare la scelta al consiglio comunale. Il debito del Comune nuorese è la somma di ingiunzioni di pagamento per espropri di aree non saldati, di arbitrati e transazioni con imprese creditrici dell’ente, i primi dei quali per vicende risalenti agli anni ‘70. Debiti in seguito saldati con i mutui o spostati “sine die”, per diventare oggetto di procedimenti giudiziari e condanne di pagamento, nelle quali alle somme dovute in partenza si sono aggiunti interessi di mora, sanzioni, se non i giudizi di appello che ne hanno raddoppiato l’entità. Il caso più eclatante, il risarcimento per i proprietari dei terreni di Funtana Buddia, la cifra si è raddoppiata, dopo un arbitrato non accettato e una nuova sentenza di condanna della Corte d’appello. Questioni evidenziate dalla stessa commissione comunale d’indagine, su espropri, contenziosi con imprese e incompiute (palazzetto e centro polifunzionale), presieduta dal consigliere comunale Peppe Montesu (Nuova Nuoro), consegnata da tempo all’amministrazione Soddu, «che ne dovrebbe utilizzare gli esiti per risolvere le incongruenze presenti nelle varie vicende», ha reclamato il presidente dell’organismo, componente dell’opposizione consiliare. Qualcosa in questo senso sembra muoversi. Sull’esproprio risalente al 1977, il sindaco Soddu ha spiegato che «il comune si opporrà alla cartella esattoriale dove lo Stato ci chiede indietro le somme anticipate ai proprietari di terreni espropriati, che si erano rivolti alla giustizia europea». Altra fonte debitoria (messa in rilievo dalla commissione Montesu) il contenzioso con l’impresa Bosazza, per la chiusura anticipata di alcuni lavori nel centro polifunzionale di via Roma. «Abbiamo definito l’accordo per la transazione con l’impresa che consentirà di dimezzare il debito» conclude il sindaco Soddu.
Una volta stipulato il contratto la banca aggiudicataria dovrà versare le somme pattuite, in modo che il Comune possa chiudere i conti con l’attuale creditore entro il 31 dicembre. L’obiettivo dell’operazione è di ridurre l’interesse dal 5,4 per cento contrattato con la Cassa depositi e prestiti, a una percentuale intorno al 2,3, che è il tasso nel mercato finanziario. Il cambio dovrebbe portare a un risparmio di circa 10 milioni negli interessi, oggi stimati intorno ai 26 milioni, che sommati al capitale portano a un’esposizione di 64 milioni. L’operazione portata avanti dall’ex assessore Psd’Az, Giuliano Sanna, è stata rimarcata durante uno degli ultimi consigli comunali dal sindaco Andrea Soddu, perché inserita dalla giunta tra le azioni virtuose per restituire salute e capacità operativa all’ente. «Il risparmio – dice Soddu – è evidente e ci consente di guardare al futuro con meno apprensione. C’è un programma di mandato, dei piani finanziari fatti nella giusta maniera e questo della ristrutturazione del debito costituisce uno degli strumenti messi in campo». L’unico neo è rappresentato dalla penale, di circa 4 milioni e mezzo, che la Cassa depositi e prestiti chiede in cambio della cessione del credito a una banca ordinaria e che sarà a carico del Comune. Somma tuttavia più che dimezzata dal contributo di 2 milioni e mezzo ricevuti dal Ministero, dopo la scelta del governo di aiutare i comuni a liberarsi dal giogo della cassa statale e degli interessi ormai fuori mercato, anzi, «ai limiti dell’usura», come ebbe modo di commentare un anno fa l’ex assessore del Bilancio, Sanna, nel comunicare la scelta al consiglio comunale. Il debito del Comune nuorese è la somma di ingiunzioni di pagamento per espropri di aree non saldati, di arbitrati e transazioni con imprese creditrici dell’ente, i primi dei quali per vicende risalenti agli anni ‘70. Debiti in seguito saldati con i mutui o spostati “sine die”, per diventare oggetto di procedimenti giudiziari e condanne di pagamento, nelle quali alle somme dovute in partenza si sono aggiunti interessi di mora, sanzioni, se non i giudizi di appello che ne hanno raddoppiato l’entità. Il caso più eclatante, il risarcimento per i proprietari dei terreni di Funtana Buddia, la cifra si è raddoppiata, dopo un arbitrato non accettato e una nuova sentenza di condanna della Corte d’appello. Questioni evidenziate dalla stessa commissione comunale d’indagine, su espropri, contenziosi con imprese e incompiute (palazzetto e centro polifunzionale), presieduta dal consigliere comunale Peppe Montesu (Nuova Nuoro), consegnata da tempo all’amministrazione Soddu, «che ne dovrebbe utilizzare gli esiti per risolvere le incongruenze presenti nelle varie vicende», ha reclamato il presidente dell’organismo, componente dell’opposizione consiliare. Qualcosa in questo senso sembra muoversi. Sull’esproprio risalente al 1977, il sindaco Soddu ha spiegato che «il comune si opporrà alla cartella esattoriale dove lo Stato ci chiede indietro le somme anticipate ai proprietari di terreni espropriati, che si erano rivolti alla giustizia europea». Altra fonte debitoria (messa in rilievo dalla commissione Montesu) il contenzioso con l’impresa Bosazza, per la chiusura anticipata di alcuni lavori nel centro polifunzionale di via Roma. «Abbiamo definito l’accordo per la transazione con l’impresa che consentirà di dimezzare il debito» conclude il sindaco Soddu.
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