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Ceduto all’asta il caseggiato di Scalarba

di Alessandra Porcu
Ceduto all’asta il caseggiato di Scalarba

Nuova vita all’edificio realizzato nel 2003 e mai concluso 

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MACOMER. Dopo tre lustri il caseggiato “fantasma” di via Milano a Macomer potrebbe avere nuova vita. Costruito, e mai ultimato, negli anni ’80 nel popoloso quartiere di Scalarba, l’edificio venne messo all’asta nel 2003. La procedura esecutiva immobiliare emessa dal giudice del tribunale di Oristano si rese necessaria per l’impossibilità del proprietario di onorare il debito contratto col suo creditore, la banca. Da quel momento in poi ebbe inizio il lungo e travagliato cammino per la vendita dell’immobile. Numerose le aste che si conclusero con un nulla di fatto. «Si è verificato spesso – sottolinea il delegato alla vendita Elena Loddo – che gli offerenti non abbiano pagato il saldo prezzo: ossia la cauzione da versare entro 120 giorni dall’aggiudicazione della gara». Ogni volta, dunque, si è dovuto cominciare tutto da capo fino allo scorso 26 ottobre quando tre possibili acquirenti si sono fatti avanti. Partito da una base d’asta di 45mila euro, il prezzo minimo ha poi toccato i 32mila euro, 25% in meno della quota iniziale. Rilancio dopo rilancio si è arrivati a 169mila 800 euro. «È una cifra equa se si pensa che il caseggiato potrebbe ospitare 18 appartamenti e ha annesso un terreno circostante» precisa Elena Loddo.

Il passo successivo sarà quello fondamentale. L’aggiudicatario provvisorio dell’asta, presumibilmente una società del nord Sardegna, dopo aver versato una caparra del 10% che equivale a circa 3mila 200 euro, a fine gennaio 2019 dovrà corrispondere una cifra che supera i 166mila euro. «Confidiamo che questa possa essere la volta buona» afferma Loddo. Per scoprirlo bisognerà attendere. Al momento non è dato sapere quale uso verrà fatto dell’immobile. Potrebbe diventare una residenza per anziani o forse, questa parrebbe l’ipotesi più accreditata, un’agenzia immobiliare. Di sicuro non verrà utilizzato per ospitare case popolari. L’Area non ha preso in considerazione l’idea e «il Comune – fa sapere il sindaco Antonio Succu – non poteva di certo scavalcare l’ente. Dal canto nostro – aggiunge il primo cittadino – abbiamo assegnato, tramite graduatoria, numerosi alloggi nella zona di Scalarba, Bonu Trau e dell’ex Alas».

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