Il caso degli alberi capitozzati taglio selvaggio su 600 piante
Lo scorso febbraio ambientalisti e non protestarono per la potatura radicale L’esperto Felice Corda: «Avevamo messo in guardia, ora sono tutte malate»
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NUORO. Con appena tre giardinieri in organico, per di più non lontani dalla pensione, la gestione del verde pubblico cittadino è uno dei problemi più urgenti che l’amministrazione comunale deve affrontare. Il ricorso a ditte esterne perciò è diventato inevitabile soprattutto nei casi più urgenti, come la potatura degli alberi lungo le vie cittadine, giusto per citare il caso diventato più scottante negli ultimi mesi. È accaduto infatti che a febbraio ben 600 alberi siano stati potati in modo radicale, con quella che in termini tecnici si chiama capitozzatura, così da sollevare la protesta di ambientalisti e non solo, indignati per il taglio selvaggio delle piante. Tra i più critici verso questa operazione Felice Corda, ex direttore dell’Ente Foreste, che aveva denunciato l’utilizzo di una tecnica così radicale, appunto la capitozzatura, benché a suo dire non fosse prevista nel capitolato d’appalto del servizio affidato all’esterno. Secondo Corda, «un atto gravissimo perché gli alberi nelle città sono indispensabili perché ombreggiano, adornano, abbelliscono e, principalmente, aiutano gli esseri umani viventi con la loro funzione climatica, igienico-sanitaria e di riduzione dell’inquinamento acustico e le polveri sottili del traffico». Un fatto ancora più grave perché accaduto «in una città che vanta un dipartimento universitario di Scienze forestali e ambientali, a cui rivolgersi per avere un parere su questa nefandezza ambientale».
Oltre al danno estetico, Corda aveva messo in guardia sull’efficacia di tale procedura, evidenziando il pericolo che le piante potessero ugualmente ammalarsi. «Così è stato – dice oggi – in città ora abbiamo un gran numero di piante con importanti patologie». Il caso capitozzatura aveva provocato polemiche feroci e interrogazioni in consiglio regionale. L’assessore all’Ambiente allora in carica, Giuliano Sanna, aveva ammesso che all’origine del taglio c’erano soprattutto ragioni di tipo economico. (p.me.)
Oltre al danno estetico, Corda aveva messo in guardia sull’efficacia di tale procedura, evidenziando il pericolo che le piante potessero ugualmente ammalarsi. «Così è stato – dice oggi – in città ora abbiamo un gran numero di piante con importanti patologie». Il caso capitozzatura aveva provocato polemiche feroci e interrogazioni in consiglio regionale. L’assessore all’Ambiente allora in carica, Giuliano Sanna, aveva ammesso che all’origine del taglio c’erano soprattutto ragioni di tipo economico. (p.me.)
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