La Nuova Sardegna

Nuoro

La città “ecosostenibile” con 7 auto ogni 10 abitanti

di Paolo Merlini
La città “ecosostenibile” con 7 auto ogni 10 abitanti

Nuoro è 36esima in Italia per pratiche virtuose, ma con tante contraddizioni

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NUORO. La parola “verde” compare una sola volta nei ventun punti che costituiscono le 35 pagine del programma elettorale stilato nel maggio 2015 dalla coalizione guidata dal sindaco Andrea Soddu. Nonostante ciò, i nuoresi scoprono con un po’ di sorpresa di vivere in una città moderatamente ecosostenibile, e con una progressione verso un miglioramento qualitativo che appare costante: dalla 59esima posizione del 2015 nella classifica nazionale dei 104 capoluoghi di provincia stilata da Legambiente insieme con il Sole24Ore, infatti, nel 2018 Nuoro balza al 36° posto, dunque nella parte medio-alta dell’elenco. Un risultato lusinghiero: prima in Sardegna, e tra le prime città del sud e delle isole (il fanalino di coda, posizione 104, è Catania), in competizione con i più fortunati e ricchi comuni di Lombardia ed Emilia Romagna. È anche vero che nel 2014, dunque un anno prima dell’inizio dell’amministrazione Soddu, Nuoro risultava al 24° posto, sia pure con un punteggio complessivo (la somma dei vari indici che portano a stilare la classifica) minore di quello odierno (56,9 contro 58). Ma questo probabilmente la dice lunga sulla fallibilità delle statistiche.

Onore al merito, comunque sia, all’amministrazione guidata dall’avvocato quarantenne di Scegliamo Nuoro, che ovviamente raccoglie anche i frutti di quanto seminato dai suoi predecessori per disegnare un’ecosistema urbano (questo l’oggetto della classifica) di tutto rispetto. Resta da capire se nella realtà il quadro è così roseo come appare nella statistica, anche perché non mancano le zone grigie evidenziate dal rapporto: su tutte, la notevole dispersione idrica, la mancanza di piste ciclabili e di isole pedonali, la rilevazione molto parziale dell’aria che i nuoresi respirano ogni giorno. Per non parlare della massiccia presenza di auto: sono ben 7,1 ogni 10 abitanti, bambini e anziani ormai appiedati compresi. Siamo terz’ultimi in Italia nella classifica in negativo.

Raccolta rifiuti. Uno dei punti premianti è la raccolta differenziata dei rifiuti, che a Nuoro è attuata con il sistema “porta a porta” già da dieci anni. Un sistema ben rodato benché complesso da gestire anche in una piccola città di 36mila abitanti, dunque, che però con il 66,4% dichiarato nel 2017 dalla società Nuoro Ambiente pone il capoluogo barbaricino decisamente al di sopra della media nazionale (50,2). Dato che unito alla ridotta produzione di rifiuti (358 chili l’anno pro capite, prima in Italia) colloca la città al 28esimo posto nazionale. C’è da dire che, per ammissione del Comune, c’è un buon 30 per cento di cittadini che evadono la tassa di rifiuti e, conseguentemente, si liberano dei propri in modo illegale (in discariche o nei cestini per le cartacce, se non addirittura abbandonandoli in mezzo alla strada). C’è poi chi, come il sindacalista Cisal Luciano Carroni, non ritiene affatto veritiero il dato del 65%, e soprattutto il balzo in avanti del 2017, perché «negli ultimi cinque anni l’organico degli addetti alla raccolta è calato di dieci unità e garantire un servizio ottimale è sempre più difficile». In ogni caso, su questo fronte l’amministrazione ha obiettivi ambiziosi: superata la soglia del 65%, che consente di accedere alla cosiddetta premialità regionale (leggi sgravi) e dunque, almeno in linea teorica, risparmio per cittadini, si punta a raggiungere nel 2020 la soglia d’eccellenza dell’80%. I primi mesi del 2019, con l’avvio della società è-comune srl, totalmente pubblica, saranno fondamentali per capire se Nuoro ce la farà.

Consumo d’acqua. Le note dolenti arrivano sul fronte dei consumi idrici. Nel 2017 sono stati molti contenuti: a fronte di una media nazionale di 200 litri al giorno per abitante, il consumo a Nuoro si è attestato su 122 litri. Ma c’è poco da esultare, perché Legambiente sottolinea come spesso sia indice di scarsità di risorse idriche. E infatti lo scorso anno a più riprese l’acqua è stata erogata solo durante il giorno, con chiusura notturna. La cartina al tornasole è nell’indice di dispersione della rete idrica, pari al 65%, un dato che ci colloca tra i cinque capoluoghi italiani più spreconi. Nota positiva: la percentuale di depurazione è invece del 100%, un dato meno frequente di quanto si pensi anche in città più grandi e benestanti.

Verde fruibile. Secondo Legambiente la città è agli ultimi posti in Italia per il verde fruibile all’interno dell’area urbana: appena 13,4 metri quadri per abitante. L’obiezione è che non viene considerato il Monte Ortobene, la palestra all’aperto dei nuoresi, per dirla con il sindaco Andrea Soddu, e neppure la pineta di Ugolio, gestita da Forestas.

Rinnovabili. Male, anzi malissimo sull’uso delle energie rinnovabili negli edifici pubblici, dalle scuole agli uffici comunali, provinciali e regionali: l’utilizzo di fotovoltaico e termico è infatti pari a zero. Nuoro è all’ultimo posto su scala nazionale.

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