Terrorismo, la moglie di Amin aveva scoperto in casa insetticida sospetto

La palazzina di Macomer dove viveva Amin con la famiglia

Macomer, emergono i particolari di alcune intercettazioni in cui la donna rimprovera il marito

MACOMER. Era venuto in possesso di qualche sostanza pericolosa Alhaj Ahmad Amin, il presunto terrorista affiliato all'Isis arrestato ieri a Macomer. Dalle intercettazioni effettuate dalle Digos di Cagliari e Nuoro emerge chiaramente una discussione avuta con la moglie relativa a un prodotto che aveva trovato in casa e che, secondo lei, non era un comune insetticida. «Perché non l'hai buttato nel giardino dato che è per gli insetti - dice lei - allora non è per gli insetti? Questa cosa è molto pericolosa. Cosa credi? Non devo rischiare la vita e lasciare i miei figli da soli».

Sarebbe stata la moglie a bloccare la possibile fuga di Alhaj Ahmad Amin, nascondendogli probabilmente il passaporto e quello delle figlie. L'uomo aveva anche tentato di prelevare in banca tutto il denaro che aveva depositato su una carta prepagata, poco meno di 6mila euro. Due le ipotesi: o voleva partire oppure quei soldi gli sarebbero serviti per comprare il pesticida. Sta di fatto che era riuscito ad incassare solo poche centinaia di euro. In quel periodo, gli uomini della Digos lo stavano già tenendo sotto stretto controllo.

La sua abitazione era stata perquisita e all'interno erano state piazzate alcune microspie. Amin inoltre sapeva che il cugino arrestato lo aveva in qualche modo coinvolto. Viene intercettato durante una conversazione con la madre, pochi giorni dopo la perquisizione, in cui dice chiaramente: «Quando lo hanno arrestato mi ha coinvolto, hai capito cosa è successo? Sono arrivate 12 persone, hanno controllato tutta la casa». E spiega al telefono di essere stato accusato di voler «fare un tentativo qui e anche lì».

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