La Nuova Sardegna

Nuoro

Una “app” salva-chimici ideata da due giovani sardi

di Valeria Gianoglio
Elia Spiga di Ploaghe
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Elia Spiga di Ploaghe

Il progetto di Daniel Cualbu, originario di Fonni, ed Elia Spiga, di Ploaghe. L’applicazione per smartphone consente di risalire a formule e nomi di composti

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NUORO. «Quando sono entrato all’università, già dal primo anno, il primo scoglio, lo spauracchio di tutti, era l’esame di chimica. Ok, per me che venivo dal tecnico industriale non era così complicato, ma per tanti altri miei colleghi era considerato il punto dolente. Cercavano tutti una app per risolvere il problema, per fare in modo che digitando il nome del composto venisse fuori la formula chimica e viceversa, ma una app del genere non esisteva.

Così, alla fine, sono riuscita a crearla io insieme al mio amico Elia Spiga». Ventisei anni, fonnese da parte di padre, della provincia di Sassari da parte di madre, Daniel Cualbu è uno dei tanti giovani sardi trapiantati al nord per ragioni di studio. Laureato in ingegneria energetica alla triennale, con specializzazione successiva in ingegneria del petrolio al Politecnico di Torino, il giovane con il cuore diviso tra le sue origini barbaricine e la residenza a Porto Torres, da un paio di settimane a questa parte è diventato il nuovo idolo degli iscritti all’esame di chimica e di chi ha difficoltà a memorizzare formule e nomi dei composti.

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La sua “app” dal nome che è tutto un programma “Molecolarium”, una raccolta di molecole con vari dati e filtri di ricerca, – per ora disponibile solo per i telefonini con il sistema operativo Android – è entrata da una decina di giorni nella piattaforma Google store, è disponibile anche in lingua inglese, e sta conquistando una vasta platea di fedelissimi. «Finora l’hanno già scaricata più di un centinaio di persone – racconta Daniel – e considerando che è appena stata pubblicata è un buon numero. Abbiamo utenti dalla Svizzera, dall’Egitto, Irlanda, Francia, Grecia. Ma abbiamo ricevuto richieste di informazioni e consensi anche da tante altre parti. Una bella soddisfazione, insomma. Funziona così, giusto per fare un esempio: io scrivo nell’app h2o e viene fuori il nome “monossido di diidrogeno", che è il nome scientifico, e poi viene fuori anche il nome comune “acqua”, oppure scrivo il nome “acqua” e viene fuori la formula».

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«Per creare l’app – racconta ancora il giovane ingegnere – ci sono voluti più di sei mesi di lavoro. E ho avuto bisogno di cercare un esperto di informatica, così ho contattato Elia Spiga, di Ploaghe, che studia ingegneria informatica a Sassari. Abbiamo lavorato a distanza: lui ha fatto la parte informatica dell’app, ha prodotto il codice che doveva restituire le informazioni, e io, invece, ho costruito il database con i nomi dei composti». Ed è così, dunque, che dopo mesi di impegno, formule, codici e fatica, l’app “Molecolarium” è approdata sulla piattaforma Google store per essere scaricata e messa a disposizione degli studenti di chimica.

«L’app è gratuita ma, come in tutte le app ci sono i banner pubblicitari. Cosa ci guadagniamo io e Elia? La gloria – aggiunge, e il sorriso nel dirlo trapela anche dal telefono – scherzi a parte per noi è una grande soddisfazione, essere riusciti a fare quest’app. E adesso che sto per tornare a Fonni, come sempre per le Cortes apertas, la diffonderò anche tra i miei parenti e amici. L’app sta andando molto bene e con Elia abbiamo intenzione di svilupparla, ci stiamo già lavorando. Vorremmo che fosse in grado di aiutare chi la scarica a risolvere anche i problemi, a fare reazioni chimiche e molto altro. Siamo in fase di definizione e siamo anche in contatto con la Iupac, l’unione internazionale di chimica pura e applicata, ovvero l’istituto che regola la nomenclatura ufficiale in campo chimico. Ha saputo dell’esistenza della nostra app e ci ha detto che non è escluso che ci fregi del suo marchio».
 

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