La Nuova Sardegna

Nuoro

Il portierone di Gigi Riva sale in cattedra a Orune

Luca Urgu
Il portierone di Gigi Riva sale in cattedra a Orune

Confronto alle elementari tra gli alunni della quinta classe e Gian Pio Porcu. Il consiglio dell’ex del Cagliari calcio: siate sempre leali e praticate lo sport

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ORUNE. Gian Pio Porcu, ex portiere del Cagliari dello scudetto torna nella sua Orune per farsi intervistare dagli alunni della quinta elementare del paese. Un confronto serrato in classe, di oltre novanta minuti più recupero, secondo una tempistica delle migliaia di partite giocate dal portierone nei campi delle tante squadre sarde e della penisola in cui ha militato nella sua lunga e gloriosa carriera. Un racconto su un calcio d’altri tempi ricco di aneddoti e curiosità che ha catalizzato l’attenzione dei piccoli cronisti in erba. L’excursus di una carriera sportiva ma anche di una vita avventurosa fatta sempre comunque di regole, rispetto per il prossimo e grande passione confluirà in un giornalino che i bambini realizzeranno nel progetto curato dall’insegnante Francesca Zidda e dalla bibliotecaria Giovanna Moreddu. Dalle parole di Gian Pio è venuto fuori un affresco colorato e genuino di una Sardegna che non c’è più. Strade polverose dove si tiravano calci a un pallone di stracci (raramente se ne aveva a disposizione uno vero), ma anche tanto entusiasmo, e predisposizione innata al sacrificio e malgrado le difficoltà economiche di tanti non mancava mai la gioia di vivere e divertirsi anche con poco.

L’ex calciatore che da anni vive a Budoni e si diletta a lavorare in maniera artistica il ginepro creando forme fantasiose ha raccontato come è iniziata la sua carriera quando appena sedicenne è stato notato a Nuoro da un osservatore del Cagliari che lo ha convinto a fare un provino con i rossoblu. «Ci andai felicissimo di iniziare quella nuova avventura lontano da casa. Mi coprivano i costi dell’alloggio e degli studi e poi era davvero un bell’ambiente. Anche se il problema più grosso era rappresentato da mio padre che non ne voleva sapere di vedermi partire. A volte anche il troppo amore di un genitore può rappresentare un ostacolo, ma per fortuna superammo anche quella», ha raccontato Gian Pio ai ragazzi prima di venire letteralmente travolto da una sfilza di domande tutte opportune e ben calibrate. Dal rapporto con Gigi Riva e con gli altri campioni di quella squadra che ha fatto sognare un’isola intera, alle emozioni dell’esordio, alle amicizie che nascevano con i compagni e che durano ancora oggi, a come il calcio di oggi sia decisamente cambiato da quello della sua epoca. Insomma un resoconto a tutto tondo a cui non si è sottratto, anzi con la parlantina che lo ha sempre contraddistinto e la vis ironica tutta orunese, Gian Pio ha strappato più di un sorriso ai ragazzi. Alla fine si è congedato con le classiche raccomandazioni da saggio padre di famiglia.

«Siate sempre leali, studiate e praticate sempre lo sport, vi aiuterà molto ad essere delle persone migliori e a crescere con un fisico sano e robusto». Il saluto di congedo è stato poi accompagnato da un lungo applauso segnale inequivocabile di una visita capace di fare breccia e di lasciare un ottimo ricordo.

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