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Nuoro

Inail: infortuni in calo nel Nuorese

Inail: infortuni in calo nel Nuorese

Dai 1324 denunciati nel 2017 si è passati ai 1280 nei dieci mesi dell’anno in corso

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NUORO. I dati nazionali diffusi dall’Inail sulle vittime del lavoro sono in continua crescita ma a livello locale la situazione è in controtendenza. Gli infortuni totali denunciati in provincia di Nuoro in questo ultimo anno, infatti, portano davanti il segno meno: da 1324 del 2017 si è passati a 1280 nel 2018. Sono però aumentati di una unità gli infortuni mortali passati da un unico tragico evento di un anno fa a due nell’anno in corso. Ad essere aumentati in modo particolare i numeri delle malattie professionali denunciate. In provincia di Nuoro si è passati da 325 del 2017 a 375 nel 2018 con una percentuale del 15,3%. «Quello che colpisce – dichiara il presidente territoriale dell’Anmil Tonino Sechi – è che la crescita delle morti sul lavoro ha riguardato in particolare i lavoratori under 34 (da 147 a 171 casi) e gli over 65 (da 65 a 71 casi) dimostrando che a pagare i costi umani più pesanti sono ancora i lavoratori più giovani, vittime innocenti di un sistema lavoro sempre più precario ed insicuro, e gli anziani che, dopo lunghi decenni di lavori pesanti ed usuranti, vedono ancora lontano il sospirato traguardo di una serena pensione, sebbene non possano più confidare su una prestanza fisica adeguata a certi ambiti lavorativi». Un bilancio che diventa sempre più intollerabile e che a livello nazionale vede nei primi dieci mesi dell’anno un saldo pari a +9,4%: 945 morti sul lavoro, vale a dire 81 in più rispetto agli 864 denunciati tra gennaio e ottobre del 2017. Nel solo mese di ottobre le morti segnalate sono state 68, ovvero 11 in più rispetto alle 67 dello stesso mese del 2017. Le statistiche relative ai primi dieci mesi dell’anno indicano, inoltre, un aumento anche degli infortuni lavorativi nel loro complesso con incrementi nelle fasce di età fino a 29 anni (+4,1) e tra i 60 e i 69 anni (+5,8%). Numeri – aggiunge Sechi – che ci impongono di rivolgere il massimo impegno alla diffusione della cultura della sicurezza e alla formazione professionale, soprattutto ai giovani e ai meno giovani ma non dovrebbe trattarsi di una formazione meramente normativa, quanto piuttosto di una formazione con un approccio metodologico nuovo, basato su un’analisi innovativa del rischio e sul valore e l’efficacia della testimonianza». Per il presidente territoriale dell’Anmil servirebbe, dunque, accrescere la consapevolezza e la formazione dei giovani e saper accompagnare chi è già da molto tempo nel mercato del lavoro con forme di uscita dignitose e rispettose della loro salute e integrità fisica. Perché si sa che gli infortuni sul lavoro sono sempre esistiti ma è certo che possono essere evitati solo investendo in sicurezza e dando valore alla vita. (k.s.)

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