La Nuova Sardegna

Nuoro

Abusi su una tredicenne, l’imputato davanti al gup

di Luca Urgu
Abusi su una tredicenne, l’imputato davanti al gup

Approda dal giudice il caso di una presunta violenza sessuale in una mansarda Nella prossima udienza deporranno in aula tre testi, poi ci sarà la discussione

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NUORO. Lui, maggiorenne e molto più grande di lei che era poco più di una bambina, avrebbe abusato sessualmente della ragazzina nella mansarda della casa della sua fidanzata di allora. La violenza denunciata dai genitori della vittima quando con grave ritardo sono venuti a sapere dell’episodio è approdata ieri in tribunale a Nuoro davanti al gup dove il giovane difeso dall’avvocato Angelo Magliocchetti si deve difendere dalla pesante accusa. I genitori della presunta vittima dell’abuso si sono invece costituiti parte civile nel processo facendosi tutelare dall’avvocato Francesco Manduzio. L’inchiesta è invece seguita dal pm Giorgio Bocciarelli che ha svolto le indagini sul delicato caso supportato dalla polizia giudiziaria. Ieri il difensore del giovane di un paese della provincia che evitiamo di scrivere per non rendere in alcun modo identificabile la giovane vittima ha chiesto che il suo assistito venisse giudicato con il rito abbreviato condizionato dall'audizione di tre testi. Richiesta accolta dal gup Teresa Castagna che ha rinviato il processo al 14 marzo quando con ogni probabilità dopo l’ascolto dei testimoni in aula si procederà alla discussione. Da quanto sarebbe emerso dall’indagine il fattaccio sarebbe avvenuto nell’agosto di due anni fa.

Il ragazzo avrebbe approfittato di un momento di distrazione della sua fidanzata che stava riposando per condurre la tredicenne nella mansarda, dove l’avrebbe costretta con la forza a subire un rapporto. Poi nei giorni successivi per paura che la ragazzina rivelasse quanto accaduto ai genitori e all’amica più grande che la ospitava l’avrebbe ripetutamente minacciata per ottenerne il silenzio. Una situazione di paura che sarebbe andata avanti per oltre un anno, un ulteriore incubo per la vittima caduta in uno stato di angoscia che le avrebbe comportato anche una perdita di attenzione e un crollo del rendimento scolastico. Alla fine messa alle strette la ragazzina avrebbe confidato prima a qualche amica la violenza subita da quel giovane compaesano e poi confermato il tutto ai genitori a cui non è rimasto altro che denunciare la violenza alle forze dell’ordine. Un percorso doloroso approdato fino alle aule giudiziarie dove occorrerà dimostrare durante le prossime udienze che i fatti contestati dall’accusa siano realmente accaduti e di conseguenza chiedere una condanna per l’imputato.

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