Anche l’Ascom in campo contro le tariffe Abbanoa
di Alessandra Porcu
Macomer, il presidente chiede l’intervento della Regione sulla zona industriale «Con il passaggio al nuovo gestore i costi dell’acqua sarebbero quadruplicati»
2 MINUTI DI LETTURA
MACOMER. «Se Abbanoa quadruplicherà i costi delle bollette dell'acqua, molte aziende dell'area industriale di Tossilo e Bonu Trau saranno costrette a licenziare i propri dipendenti e nella peggiore delle ipotesi a dichiarare fallimento». Roberto Melis, presidente circoscrizionale della Ascom di Macomer, non fa giri di parole. «La situazione è grave e allo stesso tempo preoccupante. In ballo ci sono le sorti di una cinquantina di imprese e di conseguenza di decine e decine di famiglie». Come accaduto qualche giorno fa con l'interpellanza presentata dalla consigliera del Partito democratico Daniela Forma, anche Roberto Melis lancia il suo appello accorato al presidente della Regione, Francesco Pigliaru, e all'Assessore regionale all'Industria, Maria Grazia Piras. Un invito affinché i membri della giunta regionale chiariscano i contorni, tutt'altro che chiari, sul trasferimento della gestione del servizio idrico, fognario e di depurazione del Consorzio Industriale di Macomer, in liquidazione, ad Abbanoa S.p.a. «Nonostante l'assessorato regionale all'Industria avesse chiesto una proroga in tal senso, nei giorni scorsi il gestore del servizio idrico integrato ha comunicato alle aziende l'avvenuto trasferimento a partire dallo scorso 1° novembre, invitando gli utenti a trasmettere i propri dati, entro il prossimo 30 dicembre, in modo da impostare il futuro rapporto contrattuale. Tutto questo – tuona Melis – è un mezzo ricatto».
Il presidente dell'Ascom macomerese non accetta il modus operandi di Abbanoa. «Andrebbe contro le legge – dice – se interrompesse la fornitura dell'acqua a utenti in regola con i pagamenti. La Regione deve chiarire la vicenda. Spiegare a che punto sono le interlocuzioni istituzionali con Abbanoa, qual è il ruolo del Consorzio industriale e a quanto ammonteranno le nuove tariffe. Se non ci saranno risposte in merito, gli imprenditori della zona e le sigle sindacali scenderanno in piazza. Siamo pronti a una mobilitazione generale per impedire che anche un solo posto di lavoro vada perso».
Secondo Melis è necessario che si faccia tutto il possibile per scongiurare uno scenario di questo tipo. «Pensiamo a un'impresa artigiana che ha già costi di lavorazione e produzione molto alti. Se le tariffe dell'acqua e della rete fognaria venissero quadruplicate, un imprenditore che in media spende 2 mila euro di bollette al mese, sarebbe costretto a sborsarne 8 mila. Sarebbe una catastrofe e in un momento delicato come quello attuale, privare altre famiglie dello stipendio è impensabile», conclude Melis.
Il presidente dell'Ascom macomerese non accetta il modus operandi di Abbanoa. «Andrebbe contro le legge – dice – se interrompesse la fornitura dell'acqua a utenti in regola con i pagamenti. La Regione deve chiarire la vicenda. Spiegare a che punto sono le interlocuzioni istituzionali con Abbanoa, qual è il ruolo del Consorzio industriale e a quanto ammonteranno le nuove tariffe. Se non ci saranno risposte in merito, gli imprenditori della zona e le sigle sindacali scenderanno in piazza. Siamo pronti a una mobilitazione generale per impedire che anche un solo posto di lavoro vada perso».
Secondo Melis è necessario che si faccia tutto il possibile per scongiurare uno scenario di questo tipo. «Pensiamo a un'impresa artigiana che ha già costi di lavorazione e produzione molto alti. Se le tariffe dell'acqua e della rete fognaria venissero quadruplicate, un imprenditore che in media spende 2 mila euro di bollette al mese, sarebbe costretto a sborsarne 8 mila. Sarebbe una catastrofe e in un momento delicato come quello attuale, privare altre famiglie dello stipendio è impensabile», conclude Melis.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
