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La marcia delle 100 donne chiude Autunno in Barbagia
ORUNE. Con la marcia delle cento donne si è chiuso a Orune il circuito di Cortes Apertas. Un messaggio di speranza per le vittime di soprusi lanciato da queste madri e figlie di Barbagia che con...
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ORUNE. Con la marcia delle cento donne si è chiuso a Orune il circuito di Cortes Apertas. Un messaggio di speranza per le vittime di soprusi lanciato da queste madri e figlie di Barbagia che con eleganza, austerità e bellezza hanno sfilato lungo corso Repubblica, indossando con orgoglio l’abito della tradizione. Sulle candide camicie arricchite da preziosi pizzi e antichi gioielli spiccava il fiocco rosso, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne. Alle 14,30 in punto una lunga scia di colori e scarpine porpora ha animato la via principale fino alla piazza della chiesa, ai piedi del campanile, luogo di ritrovo, scambio e comunione tra la Pro loco “Oronou” e i Centri di ascolto mobbing e stalking Uil Sardegna. Hanno aperto il corteo quattro bambine seguite da Angela Rosa Porcu, orunese e responsabile del centro di Ghilarza che ha partecipato all’evento indossando il suo costume e portando un cestino con trenta cuori di panno rosso quante sono state le vittime di femminicidio nell’ultimo anno. «Grazie alla sensibilità delle donne del mio paese – dice poco prima dell’inizio della manifestazione – siamo riuscite a mettere su questo importante evento. Una collaborazione significativa che dimostra l’importante ruolo che la donna continua a rivestire nelle nostre comunità dove, nonostante la modernità e l’apertura verso l’esterno, rimane detentrice e guardiana dei valori da trasmettere alla famiglia». Uno spettacolo emozionante quello di ieri reso ancora più toccante dal silenzio che ha accompagnato l’andatura di queste cento bellezze di Sardegna lungo tutto il percorso. Tantissimi i visitatori che hanno potuto apprezzare la singolare iniziativa che accostava le ricchezze materiali del paese a importanti principi di civiltà. (k.s.)
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