La Nuova Sardegna

Nuoro

Adolescenti attori recitano Shakespeare al Ten Teatro Eliseo

Fa tappa in città il progetto della compagnia Biancofango “Romeo e Giuletta” rivisitato in chiave sportiva il 20 e il 21 

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NUORO. Arriva al Teatro Eliseo e con Sardegna Teatro il progetto speciale “Romeo e Giulietta ovvero la perdita dei Padri” della Compagnia Biancofango. Per la terza volta, dopo Roma e Napoli, in Sardegna Biancofango ha costruito una compagnia di adolescenti e attori professionisti in dialogo sul tema dei padri e dei figli a partire dal testo di Shakespeare. Andranno in scena il 20/21 dicembre alle ore 21 al Ten Teatro Eliseo Nuoro. Il progetto continuerà nel prossimo biennio in tutta Italia, in attesa di costruire il momento finale in cui si riuniranno tutti i ragazzi coinvolti nelle diverse tappe.

“Romeo e Giulietta ovvero la perdita dei Padri”, prove di drammaturgia dello sport con gli adolescenti, è un progetto di Biancofango tratto da William Shakespeare. La drammaturgia è di Francesca Macrì e Andrea Trapani, la drammaturgia musicale di Luca Tilli per la regia di Francesca Macrì. Gli interpreti sono gli attori professionisti Angelo Romagnoli e Andrea Trapani gli esordienti Valeria Basso, Andrea Canu, Giulia Carrus, Federico Carzedda, Davide Dessolis, Noà Giobbe, Paolo Nieddu, Mina Parodo, Mauro Sanna, Marta Virdis. Al violoncello Luca Tilli, voce off del Principe è Federica Santoro, il disegno delle luci di Massimiliano Chinelli, il suono di Umberto Fiore e i costumi di scena di Fabrizio Cruciani.

«In questa lotta eterna tra Montecchi e Capuleti – è scritto nelle note di scena – ma anche fra Padri e Figli, giovani e vecchi, realtà e immaginario, spunta il calcio. Non quello spettacolarizzato dai mass media, ma quello delle partite nei piazzali sotto casa, nelle strade, negli angoli dei quartieri, con palloni sgonfi o lattine vuote, con i giubbotti a far da pali e i genitori che ancora irrompono per dire che bisogna andare via, che la cena è pronta, che la partita la si può finire anche il giorno dopo. Il giorno dopo? E come spiegare al mondo che a volte le partite non finiscono mai? Così Romeo e Giulietta – conclude la nota di scena dello spettacolo – smette di essere una storia d’amore e diventa quello che più profondamente è: una storia, come direbbe Pasolini, di giovani infelici, una storia di non ascolto, di fallimento trans-generazionale, di errori troppo tardi riconosciuti e di un tempo, un tempo, troppo severo nel suo scorrere inesorabile». (r.n.)

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