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Macomer, il rilancio dell’economia legato alla qualità dei prodotti

di Sandro Biccai ; w
Macomer, il rilancio dell’economia legato alla qualità dei prodotti

MACOMER. Il rilancio dell’economia del Marghine non può che passare attraverso la qualità delle produzioni locali, latte e carne su tutti. Di questo è fermamente convinto Sergio Sulas, 53 anni,...

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MACOMER. Il rilancio dell’economia del Marghine non può che passare attraverso la qualità delle produzioni locali, latte e carne su tutti. Di questo è fermamente convinto Sergio Sulas, 53 anni, allevatore di bovini da carne di Bolotana, laurea in economia alla Bocconi, da poco più di un biennio alla guida del Gal Marghine, il quale spiega: «Per lo sviluppo economico del territorio occorre puntare sull’agroalimentare ma è indispensabile che i produttori acquistino piena consapevolezza dell’importanza di fare qualità, sfruttando al meglio le biodiversità di cui sono ricchi i nostri pascoli. Ci troviamo di fronte due modelli alternativi di produzione: uno di tipo intensivo, basato sulla maggior quantità e sul minor costo; l'altro, a carattere estensivo, imperniato sulla qualità e sulla capacità di ottenere un prezzo unitario maggiore puntando su un target diverso di consumatori. Riteniamo di dover privilegiare questo secondo modello perché più vicino, e più consono, alla nostra realtà». Meno quantità, più qualità è la stessa filosofia seguita dal Consorzio nazionale “Metodo nobile” guidato dall’imprenditore bolotanese: «I soci del consorzio – osserva Sulas – sono produttori e trasformatori di materie prime di varie regioni italiane che hanno deciso di seguire un disciplinare articolato su alcuni punti fermi: riduzione delle quantità prodotte, eliminazione, o forte ridimensionamento, dell’uso di diserbanti, pesticidi e pratiche intensive, valorizzazione delle biodiversità e delle componenti che assicurano qualità: omega 3, polifenoli, beta carotene. L’idea di fondo è che il lavoro nel settore agricolo debba produrre reddito ma essere anche etico. Ad assisterci, in questo percorso, è un comitato scientifico di prestigio, composto da ricercatori delle Università di Sassari e Federico II di Napoli. Crediamo sia un esempio virtuoso da mutuare anche per il nostro territorio». Sergio Sulas non nasconde le difficoltà registrate negli incontri tenutisi finora nei paesi del Marghine ma, nonostante tutto, continua a mostrarsi fiducioso: «A dispetto dello scetticismo e della diffidenza manifestata da molti produttori, e qualche tecnico, noi non demordiamo perché convinti della giustezza delle proposte e della bontà del progetto che portiamo avanti. Occorrerà del tempo ma i risultati positivi arriveranno».

Per la valorizzazione dei progetti di filiera nel Marghine è disponibile 1 milione 600 mila euro. Un altro ambito nel quale il Gal ha deciso di investire risorse importanti (si parla di 1 milione 200 mila euro) è quello sociale con interventi che – dice ancora il presidente Sulas – vanno dall’educazione alimentare nelle scuole, all’ippoterapia, al sostegno alle persone in condizioni di disagio sociale e che si vuole aiutare motivandole adeguatamente e facendole sentire utili e partecipi».



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