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Nuoro

«Poste italiane, pressioni sul personale»

«Poste italiane, pressioni sul personale»

Denuncia dell’Ugl: nessun beneficio per il territorio dal piano di riorganizzazione

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NUORO. Non sta avendo la ricaduta sperata dai territori e neanche i benefici promessi, il piano di riorganizzazione della rete di consegna fatto da Poste italiane all’inizio del 2017. Il servizio a intermittenza non solo sta producendo dei costi più elevati ma anche un servizio più faticoso soprattutto nei piccoli centri del Nuorese e dell’Ogliastra dove in alcuni casi il servizio risulta addirittura inefficace.

A denunciare la situazione, il segretario regionale di Ugl comunicazioni Angelo Medde unitamente a Mario Condemi e Mario Deiana, rispettivamente presidente e segretario provinciale della sezione Nuoro-Ogliastra.

«Se è vero che non chiude nessun ufficio postale – hanno spiegato i tre – è altresì vero che bisogna tenere conto di quanti sportelli sono effettivamente aperti per le utenze. Nel Nuorese il problema si triplica: si tratta di un territorio ricchissimo di piccoli uffici da due dipendenti e questo crea tanti problemi a seguito di altrettante pressioni, come sono le richieste di sovraproduzione che arrivano dall’azienda».

Il problema principale resta il recapito a giorni alterni: «Si soffrono le conseguenze dell’accordo sottoscritto a Roma che ha comportato una disorganizzazione generale: posta consegnata con grande ritardo e non rispettando i termini. Anche i nostri iscritti di altri settori ci chiamano per lamentarci. L’obiettivo è il miglioramento della vita lavorativa dei dipendenti e il conseguente miglioramento delle utenze. La consegna a giorni alterni ha peggiorato tantissimo le condizioni dei lavoratori che non operano in sicurezza in termini fisici dovendo correre da una parte all’altra. Chiediamo con forza che prima di fare nuove assunzioni, venisse fatta una mobilità per i sardi che lavorano in altre regioni che è giusto tornino, questo è l’obiettivo: ogni lavoratore deve poter lavorare nel proprio luogo di origine. L’azienda si deve fermare e analizzare la situazione e guardare cosa si può trasformare e migliorare, non crediamo che l’azienda tornerà indietro sulle decisioni ma deve tenere conto delle territorialità a tutto tondo. Anche la logistica – concludono – è critica: un ufficio cittadino serve tanti paesi con consegna a giorni alterni e questo richiede più personale più straordinario. Il cliente non è contento e chiediamo che l’azienda ci incontri per discutere di questo. Lo straordinario è diventato ordinario». (a.me.)

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