La Nuova Sardegna

Nuoro

Cpr, il consiglio comunale chiama in causa il Governo

di Giulia Serra ; w
Cpr, il consiglio comunale chiama in causa il Governo

Macomer, mozione della maggioranza per chiedere il rispetto degli accordi  La minoranza, tranne il consigliere del M5S, ha lasciato l’aula senza votare

2 MINUTI DI LETTURA





MACOMER. Si è concluso con l’approvazione di una mozione, proposta dal capogruppo Gianfranco Congiu, il Consiglio comunale aperto tenutosi ieri mattina nel quale si è discusso del Cpr di Macomer. La maggioranza ha votato compatta per sollecitare il Governo a dare esecuzione ai patti sottoscritti e per rigettare la possibilità di una modifica unilaterale. A sottrarsi al voto è stata invece la minoranza: Marialuisa Muzzu, Riccardo Uda, Teresa Bucciarelli e Aldo Demontis hanno abbandonato l’aula per esprimere contrarietà all’apertura della struttura, mentre Maurizio Cossu, esponente del M5S, non abbandonate all’assemblea ma non ha partecipato al voto. A dispetto delle aspettative, l’assemblea cittadina, convocata con la formula aperta per consentire ai cittadini di intervenire, ha registrato una scarsa partecipazione: una decina, comprese le forze dell’ordine, le persone presenti tra il pubblico. Anche i toni del dibattito si sono tenuti nell’ambito della moderazione, seppur nelle inconciliabili posizioni. Muzzu ha espresso a nome del suo gruppo la contrarietà all’apertura del Cpr, esprimendo preoccupazione per la situazione. «Le promesse sbandierate come garanzia per la sicurezza della comunità, dal potenziamento della compagnia di carabinieri al ritorno in città della guardia di finanza, risulterebbero oggi disattese». Il sindaco Antonio Succu ha ripercorso tutto l’iter del Cpr, entrando nel dettaglio del patto con il Ministero degli interni e sulle misure di sicurezza interna ed esterna alla struttura, sul rispetto dei diritti umani e sulle garanzie a tutela della popolazione residente. Il primo cittadino ha ripercorso anche l’ultimo mese, ribadendo la sua perplessità sulla mancata comunicazione della revoca del bando per la gestione del Cpr da parte della Prefettura e la preoccupazione per gli effetti del decreto Sicurezza. A rimarcare i dubbi sul rispetto della sicurezza è stato il consigliere Riccardo Uda: «i lavori del Cpr proseguono – ha detto – però manca tutto il resto. Non vi è traccia del rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine, non c’è un solo uomo in più in servizio a Macomer, e non c’è niente sulla riapertura della caserma della Guardia di Finanza. Noi siamo contrari al Cpr per ragioni umanitarie, perché quello di cui stiamo parlando è un ghetto recintato». Cossu ha rimarcato la contrarietà ad un modello che propone soluzioni economiche sfruttando le condizioni di esseri umani in difficoltà: «stiamo parlando di persone. Le soluzioni dovrebbero guardare l’origine del problema, non i suoi effetti». Ad intervenire dal pubblico anche l’ex sindaco Giuseppe Ledda che ha espresso una valutazione negativa sulla vicenda.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative