i numeri
di Valeria Gianoglio
NUORO. La svolta è attesa per l’anno nuovo: entro il 30 giugno 2019, dopo dieci lunghi anni di commissariamento, la zona industriale di Pratosardo, le sue 120 imprese insediate, i suoi 255 ettari di...
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NUORO. La svolta è attesa per l’anno nuovo: entro il 30 giugno 2019, dopo dieci lunghi anni di commissariamento, la zona industriale di Pratosardo, le sue 120 imprese insediate, i suoi 255 ettari di superficie, strade e aziende, passeranno dalle mani del Consorzio Zir, che si avvia alla chiusura, a quelle del Comune. La giunta regionale lo ha deciso nei giorni scorsi con una delibera proposta dall’assessore all’Industria, Maria Grazia Piras: il provvedimento, in sostanza, dà al commissario liquidatore del Consorzio Zir di Pratosardo il via libera per il passaggio al Comune dei sei dipendenti, compreso l’unico dirigente dal Consorzio. Tutto a posto, dunque? Tutti contenti e fiduciosi? Non esattamente, a quanto pare. O meglio, tra gli operatori, i sindacati e gli imprenditori storici di Pratosardo, si registra una dose generosa di scetticismo figlio di tanti anni di promesse non mantenute da parte della politica.
L’imprenditore ed ex presidente del Consorzio, Giampietro Secchi, va dritto al punto: «Il passaggio del Consorzio Zir al Comune? La vedo grigia – dice – Il Comune già non versa in acque tranquille, dal punto di vista delle finanze, e quindi non sarà facile né pagare il personale del Consorzio né farsi carico di tutto ciò che comporta il passaggio». Ne ha viste tante, Giampietro Secchi, da quando calca la zona di Pratosardo non solo nelle vesti di responsabile della Zir ma anche e soprattutto come storico imprenditore della zona. Insieme al fratello Ignazio, infatti, guida la Fensek da tanti anni e dà lavoro a oltre 25 dipendenti. «Ma quando guidavo la Zir – aggiunge Secchi – erano davvero altri tempi per Pratosardo. Era una zona attiva, in pieno incremento. Ora, invece, da tempo è tutto fermo. Per questo sono un po’ scettico sul passaggio del Consorzio al Comune. Temo che il Comune sia poi costretto a scaricare i costi di questo passaggio agli operatori». Sulla stessa linea, quanto a scetticismo, c’è anche il rappresentante provinciale della Cgil- funzione pubblica, Sandro Fronteddu. «Alcuni dipendenti del Consorzio Zir, già da qualche tempo sono passati ad Abbanoa – spiega – ora resta da completare il passaggio dei restanti. Ce li avrà in carico il Comune e non nascondo che mi preoccupa l’effetto che questo passaggio avrà sul bilancio del Comune: l’ente si potrebbe trovare in affanno». «Io sono sempre stato un convinto sostenitore della liquidazione del Consorzio e del suo passaggio al Comune – dice, dal canto suo, il presidente del Consorzio operatori di Pratosardo, Gianni Pittorra – ma a patto che sia fatta a precise condizioni, ovvero con una precisa strategia di rilancio della zona. Perché altrimenti, se manca questa strategia, sarebbe meglio restare con la Regione. Tanto per cominciare ci sono i dipendenti del Consorzio Zir da pagare, poi ci sono anche diverse cause pendenti che alcuni ex lavoratori hanno con il Consorzio. Chi se ne farà carico? So che la Regione ha detto che ci penserà lei ma ne siamo sicuri? C’è poi un altro discorso da fare: in questi anni per la zona industriale il Comune non ha fatto nulla, ha giusto ridotto la Tasi. E invece, noi operatori avremmo voluto una segnaletica finalmente adeguata, e poi, magari, anche parcheggi. Perché per ora abbiamo strade enormi ma non gli spazi adeguati per parcheggiare le auto. La Zir, insomma, ha bisogno di una seria strategia di rilancio».
L’imprenditore ed ex presidente del Consorzio, Giampietro Secchi, va dritto al punto: «Il passaggio del Consorzio Zir al Comune? La vedo grigia – dice – Il Comune già non versa in acque tranquille, dal punto di vista delle finanze, e quindi non sarà facile né pagare il personale del Consorzio né farsi carico di tutto ciò che comporta il passaggio». Ne ha viste tante, Giampietro Secchi, da quando calca la zona di Pratosardo non solo nelle vesti di responsabile della Zir ma anche e soprattutto come storico imprenditore della zona. Insieme al fratello Ignazio, infatti, guida la Fensek da tanti anni e dà lavoro a oltre 25 dipendenti. «Ma quando guidavo la Zir – aggiunge Secchi – erano davvero altri tempi per Pratosardo. Era una zona attiva, in pieno incremento. Ora, invece, da tempo è tutto fermo. Per questo sono un po’ scettico sul passaggio del Consorzio al Comune. Temo che il Comune sia poi costretto a scaricare i costi di questo passaggio agli operatori». Sulla stessa linea, quanto a scetticismo, c’è anche il rappresentante provinciale della Cgil- funzione pubblica, Sandro Fronteddu. «Alcuni dipendenti del Consorzio Zir, già da qualche tempo sono passati ad Abbanoa – spiega – ora resta da completare il passaggio dei restanti. Ce li avrà in carico il Comune e non nascondo che mi preoccupa l’effetto che questo passaggio avrà sul bilancio del Comune: l’ente si potrebbe trovare in affanno». «Io sono sempre stato un convinto sostenitore della liquidazione del Consorzio e del suo passaggio al Comune – dice, dal canto suo, il presidente del Consorzio operatori di Pratosardo, Gianni Pittorra – ma a patto che sia fatta a precise condizioni, ovvero con una precisa strategia di rilancio della zona. Perché altrimenti, se manca questa strategia, sarebbe meglio restare con la Regione. Tanto per cominciare ci sono i dipendenti del Consorzio Zir da pagare, poi ci sono anche diverse cause pendenti che alcuni ex lavoratori hanno con il Consorzio. Chi se ne farà carico? So che la Regione ha detto che ci penserà lei ma ne siamo sicuri? C’è poi un altro discorso da fare: in questi anni per la zona industriale il Comune non ha fatto nulla, ha giusto ridotto la Tasi. E invece, noi operatori avremmo voluto una segnaletica finalmente adeguata, e poi, magari, anche parcheggi. Perché per ora abbiamo strade enormi ma non gli spazi adeguati per parcheggiare le auto. La Zir, insomma, ha bisogno di una seria strategia di rilancio».
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