la polemica
«Nessun evento per Capodanno, la città resta ultima nell’isola»
NUORO. Concerti all’aperto per il grande pubblico? Sì grazie: ma non a Nuoro. «A Nuoro nessun evento per il Capodanno in piazza. Da Castelsardo ad Alghero, a Cagliari, Oristano, Sassari: Nuoro non...
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NUORO. Concerti all’aperto per il grande pubblico? Sì grazie: ma non a Nuoro. «A Nuoro nessun evento per il Capodanno in piazza. Da Castelsardo ad Alghero, a Cagliari, Oristano, Sassari: Nuoro non vivrà l’ultimo dell’anno. Non c’è traccia di un modus operandi per l’ultimo giorno dell’anno, così come non c’è traccia di nessun tipo di organizzazione, eppure i bilanci, all’ultimo minuto e in zona Cesarini sono stati votati, ancora non si sa per cosa, ancora non si sa per chi» è lamento di Paolo Pirisi, della Federazione Verdi Nuoro. «Così come non si sa quando inizieranno i lavori di rifacimento del manto stradale tanto decantati da questa amministrazione comunale, così come non si sa ancora se l’università nell’ex Mulino (cavallo di battaglia di questa giunta) verrà costruita (a discapito ovviamente degli edifici già presenti). Era più importante fare le capriole in giunta per gestire deleghe senza risultati – ironizza Pirisi –. Tante cose sono state dette in questi ultimi anni, poche, anzi nessuna, portata a termine come i soldi buttati per l’evento di Città della Cultura in una città che non è ancora pronta a intervenire su una buca».
«Una amministrazione attiva deve fare molto per organizzare un vero e proprio programma di eventi limitandosi a sottoscrivere delibere utili e non inutili camuffando una pseudo programmazione. Invece si distribuiscono esclusivamente risorse finanziarie per cose che non servono, senza quindi l’individuazione di un impianto progettuale coordinato basilare per un capoluogo di Provincia. Una vergogna che avrà i suoi limiti come l’abbandono del centro (vedesi gli ultimi crolli) o l’abbandono delle periferie – chiude Pirisi – con strade che ricordano la Beirut dei tempi peggiori».
«Una amministrazione attiva deve fare molto per organizzare un vero e proprio programma di eventi limitandosi a sottoscrivere delibere utili e non inutili camuffando una pseudo programmazione. Invece si distribuiscono esclusivamente risorse finanziarie per cose che non servono, senza quindi l’individuazione di un impianto progettuale coordinato basilare per un capoluogo di Provincia. Una vergogna che avrà i suoi limiti come l’abbandono del centro (vedesi gli ultimi crolli) o l’abbandono delle periferie – chiude Pirisi – con strade che ricordano la Beirut dei tempi peggiori».
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