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Nuoro

«L’ex Artiglieria restituita alla città»

«L’ex Artiglieria restituita alla città»

Nella sede del Genio civile firmato l’accordo tra la Regione, l’Esercito e il Comune

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NUORO. Firmato l’accordo tra la Regione (assessorato agli Enti locali), l’Esercito italiano e il Comune di Nuoro che prevede la restituzione alla città dell’area dell’ex Artiglieria. L’atto formale, anche se ormai era già tutto stabilito da tempo, è di ieri mattina nei locali della sede del Genio civile, in vai Dalmazia. Una firma che cambierà presto il volto della città. Una firma attesa da anni, ossia da quando era stato raggiunto l’accordo per la costruzione di una nuova caserma militare nella zona industriale di Pratosardo in cambio della restituzione dell’intera area della vecchia caserma nel cuore della città, tra viale Sardegna, via Lucania, viale del Lavoro, via Santa Barbara e via Toscana, a due passi dallo stadio Frogheri.

Un’area di sei ettari sita nel pieno centro della città che ora torna in pieno possesso del Comune di Nuoro. L’amministrazione Soddu potrà adesso programmare una serie di interventi, volti a fare dell’ex Artiglieria un luogo della cultura, del benessere e della socialità. «Una giornata storica per la nostra città» ha commentato ieri mattina il sindaco di Nuoro Andrea Soddu, presente all’incontro con la giunta al completo, il segretario Giorgio Musso e i funzionari dell’ufficio patrimonio. «Abbiamo riacquisto un’area strategica della nostra città – ha sottolineato il primo cittadino – in cui investiremo buona parte dei finanziamenti ottenuti dallo Stato, attraverso il bando delle periferie, e dalla regione con i fondi del piano di rilancio del nuorese, più altre misure volte a valorizzare quello che è un grande patrimonio di tutti i nuoresi». Un’area strategica, quella dell’ex Artiglieria, per il cosiddetto “Piano delle periferie”, composto di 22 progetti per altrettante opere di miglioramento della città. La riconversione del vecchio mulino e dell’ex Artiglieria sono i due interventi nevralgici. Tanto che da soli assorbono 24 dei 28 milioni finanziati dal governo e dalla Regione, che si è avvalsa del fondo comunitario di sviluppo e coesione.

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