Bosa, pesca all’aragosta: chiesti i permessi per una proroga
di Alessandro Farina
Il sindaco Casula scrive all’assessore regionale Murgia: «Questo non inciderebbe sulla quantità di prelievo annuale»
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BOSA. L’aragosta pescata nel mare di Bosa è certamente la regina della cucina ed all’apice dei piatti tipici nella città del Temo e in Planargia. Ma il prelibato crostaceo è anche, in un mare sempre più povero di risorse ittiche, una delle principali fonti di reddito per la marineria professionale che però deve fare i conti con le bizze del tempo nelle acque spesso battute dal Maestrale anche nei mesi estivi, e quindi impraticabile per i piccoli natanti. Per questo il sindaco Piero Franco Casula, raccogliendo le richieste della categoria, ha chiesto all’assessore regionale all’Agricoltura e pesca Gabriella Murgia ed al Capo di gabinetto Efisio Arbau di trovare alcune soluzioni pratiche, a partire dall’allungamento della stagione di pesca.
«Stagione che è stata molto difficile, da un lato, per l’impoverimento faunistico dei nostri mari, dovuto all’arrivo di grosse imbarcazioni da altri porti, che praticano prelievi sempre più intensivi; dall’altro per il tempo, condizionato in gran parte da fattori climatici che riducono il numero di giornate di pesca» spiega il primo cittadino nella missiva inviata a Cagliari il 20 settembre scorso.
Casula ritiene che «consentire alla nostra marineria l’effettuazione della pesca dell’aragosta per tutto il mese di settembre, non condizioni e non incida più di tanto sulla regolamentazione regionale e sulla quantità di prelievo annuale».
Da qui la richiesta della disponibilità dell’assessore competente a consentire una deroga di almeno quindici giorni in più di pesca nella stagione 2019, mentre per quella 2020 Casula chiede che il periodo di pesca del crostaceo venga esteso a tutto il mese di settembre.
Il sindaco di Bosa inoltre chiede di individuare un maggior numero di zone di ripopolamento controllate e monitorate dall’assessorato regionale, con l’obiettivo di garantire migliori risultati a lunga durata rispetto alla popolazione dell’aragosta. Fatto che conseguentemente darebbe la possibilità ai professionisti del settore di attingere a quantità sempre maggiori di esemplari pescati.
«Stagione che è stata molto difficile, da un lato, per l’impoverimento faunistico dei nostri mari, dovuto all’arrivo di grosse imbarcazioni da altri porti, che praticano prelievi sempre più intensivi; dall’altro per il tempo, condizionato in gran parte da fattori climatici che riducono il numero di giornate di pesca» spiega il primo cittadino nella missiva inviata a Cagliari il 20 settembre scorso.
Casula ritiene che «consentire alla nostra marineria l’effettuazione della pesca dell’aragosta per tutto il mese di settembre, non condizioni e non incida più di tanto sulla regolamentazione regionale e sulla quantità di prelievo annuale».
Da qui la richiesta della disponibilità dell’assessore competente a consentire una deroga di almeno quindici giorni in più di pesca nella stagione 2019, mentre per quella 2020 Casula chiede che il periodo di pesca del crostaceo venga esteso a tutto il mese di settembre.
Il sindaco di Bosa inoltre chiede di individuare un maggior numero di zone di ripopolamento controllate e monitorate dall’assessorato regionale, con l’obiettivo di garantire migliori risultati a lunga durata rispetto alla popolazione dell’aragosta. Fatto che conseguentemente darebbe la possibilità ai professionisti del settore di attingere a quantità sempre maggiori di esemplari pescati.
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