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Studenti pendolari lasciati a terra: genitori in rivolta

DESULO. Nove studenti a piedi anche ieri. Nei giorni scorsi erano quattro o cinque, stavolta il numero è salito. La lotta per accaparrarsi un posto nel bus che viaggia verso Sorgono prosegue, con...

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DESULO. Nove studenti a piedi anche ieri. Nei giorni scorsi erano quattro o cinque, stavolta il numero è salito. La lotta per accaparrarsi un posto nel bus che viaggia verso Sorgono prosegue, con gravi conseguenze per i ragazzi che frequentano le scuole del Mandrolisai. Dopo l’isolamento patito dal territorio a causa delle diverse frane che si sono succedute nel tempo, il ripristino del bus non ha risolto il problema. Ed infatti tanti ragazzi restano a piedi, con i comprensibili disagi per la loro frequenza a scuola. Già da alcuni giorni i genitori degli studenti in questione si sono mobilitati per ottenere una corsa supplementare o un altro mezzo di maggiori dimensioni. Ma per ora, nonostante i numerosi solleciti, il problema non è stato risolto. Anche l’amministrazione comunale capitanata da Gigi Littarru si era mossa a suo tempo e a più riprese presso l’Arst e la Regione. Intanto in paese monta la protesta. Sono sempre di più coloro che affidano le loro lamentele ai social network, quando poi non interessano gli amministratori che a, loro volta, si raccomandano alle autorità superiori quale comunità montana, provincia o regione. Per domani dovrebbe essere organizzata una protesta da parte di padri e madri, che temono per il successo scolastico dei loro ragazzi. Il rischio di perdere ore di lezione preziose è sempre più concreto e con l’andare del tempo, si temono gap formativi che difficilmente vengono compensati. L’azienda regionale trasporti aveva promesso un interessamento; anche perché l’azienda sta raccogliendo i dati del trasporto al fine di comprendere come meglio organizzare la rete dei collegamenti. In un rincorrersi di proteste, domande e risposte, in tanti cercano di arrivare prestissimo alla fermata del bus per cercare di posizionarsi al meglio e salire sul mezzo. Anche se spesso si cede il posto ad un anziano o a qualche persona non automunita che usa il servizio di trasporto pubblico per recarsi all’ospedale. I genitori auspicano in una soluzione tempestiva al problema. (g.m.)

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