La Nuova Sardegna

Nuoro

Morì dopo il ricovero: è scontro

Morì dopo il ricovero: è scontro

Il gip dovrà pronunciarsi sulla richiesta di iscrizione nel registro degli indagati

2 MINUTI DI LETTURA





NUORO. In attesa che il 12 dicembre la Cassazione si pronunci sul ricorso presentato dalla Procura sulla prima richiesta di archiviazione per la vicenda giudiziaria legata alla morte di Francesca Debuggias, la giovane nuorese deceduta il 19 luglio 2019 all’ospedale San Francesco poche ore dopo il ricovero, e contro la quale il gip aveva disposto l’integrazione delle indagini, ieri la procura ha confermato le ragioni della richiesta di archiviazione mentre gli avvocati di parte civile, Francesco Carboni e Alessandro Tuvoni hanno chiesto al giudice per le indagini preliminari Claudio Cozzella, che al termine dell’udienza si è riservato, di far procedere alle prime iscrizioni nel registro degli indagati dei presunti responsabili della morte della 23enne. Una vicenda giudiziaria complessa e delicata per la quale la Procura, al termine delle indagini, aveva chiesto l’archiviazione ritenendo che la morte della giovane fosse stata causata da un’ischemia cerebrale, escludendo, quindi, la responsabilità medica. Richiesta alla quale però, si era opposta, attraverso i loro legali, la famiglia della ragazza. Il giudice aveva quindi disposto un’integrazione delle indagini al termine delle quali la Procura aveva concluso, ancora una volta, chiedendo l’archiviazione, ritenendo che non fosse emersa alcuna negligenza da parte dei sanitari del San Francesco. A questa si era opposta ancira la parte civile e lo stesso gip, ritenendo che l’integrazione dell’indagine non fosse completa, aveva stabilito un’ulteriore rinnovazione della consulenza tecnica per fare luce su alcuni punti, ritenuti centrali dagli avvocati Francesco Carboni e Alessandro Tuvoni, atti a far capire se vi siano state responsabilità da parte di terzi nella morte della giovane.

Per gli avvocati della famiglia Debuggias, infatti, è fondamentale stabilire il momento in cui erano apparsi nella donna i primi segni dell’ischemia. E se per l’Asl si erano verificati solo intorno alle 4,30 del mattino, per la parte civile, invece, erano già presenti al momento dell’arrivo dei soccorsi nell’abitazione della Debuggias. A dimostrarlo – secondo gli avvocati Carboni e Tuvoni – le intercettazioni dalle quali è emerso che l’ambulanziere intervenuto all’una di notte a casa della donna, nel comunicare con la sala operativa del 118, aveva spiegato che la giovane si trovava a letto in uno stato soporoso con gli occhi girati. Interrogato successivamente, però, lo stesso aveva dichiarato di non aver notato segni particolari». Elementi che il neurochirurgo aveva riscontrato nella paziente solo intorno alle 4,30 a oltre tre ore dal ricovero. Ora occorrerà attendere che il gip sciolga la riserva. (k.s.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative