Bosa, in consiglio comunale si discute di imposta di soggiorno
di Alessandro Farina
BOSA. Preceduta da una valutazione in commissione consiliare statuto e regolamenti, e dopo una riunione con gli operatori dell’accoglienza, ieri sera è approdata in consiglio comunale la proposta di...
2 MINUTI DI LETTURA
BOSA. Preceduta da una valutazione in commissione consiliare statuto e regolamenti, e dopo una riunione con gli operatori dell’accoglienza, ieri sera è approdata in consiglio comunale la proposta di rivedere il regolamento che disciplina l’imposta di soggiorno istituita fin dall’estate 2018 a Bosa. «La modifica più importante è sicuramente quella che prevede l'estensione di applicazione a tutto l'anno. Gli introiti saranno destinati a diverse iniziative, da condividere con gli stessi operatori» spiegano dalla maggioranza di Un’Altra Bosa, che vuole portare l’applicazione, rivedendo anche le tariffe, dagli attuali tre mesi estivi all’intero anno solare. Anche se non manca qualche perplessità, emersa nell’appuntamento in agenda martedì scorso con albergatori e titolari di B&B, affittacamere e case vacanza, voluto dall’assessore al turismo Alessandro Campus. «Ho chiesto se fossimo stati convocati ad una riunione informativa sulla relazione della commissione consiliare oppure per discutere e trovare soluzioni condivise, come promesso» racconta Rosalia Acca, imprenditrice di una struttura di accoglienza extralberghiera e capogruppo di Per Bosa, tra i banchi della minoranza in consiglio comunale. Altra questione il reale, in termini di servizi da destinare ai visitatori in una città dove si lamentano ancora non poche questioni aperte, ritorno per quanti sono soggetti all'imposta.
«Dopo due anni di applicazione non sappiamo ancora a cosa effettivamente è stato destinato l’introito della tariffa, ed i nostri clienti ce lo chiedono» dice un professionista del settore. Dall'imposta di soggiorno nel 2018 il comune aveva incassato 56.000 euro circa, mentre ancora non è nota la cifra incamerata tra giugno e agosto del 2019.
«Dopo due anni di applicazione non sappiamo ancora a cosa effettivamente è stato destinato l’introito della tariffa, ed i nostri clienti ce lo chiedono» dice un professionista del settore. Dall'imposta di soggiorno nel 2018 il comune aveva incassato 56.000 euro circa, mentre ancora non è nota la cifra incamerata tra giugno e agosto del 2019.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
