La Nuova Sardegna

Nuoro

Truffava anziani, santona in cella

di Lamberto Cugudda
Truffava anziani, santona in cella

I carabinieri di Tortolì hanno arrestato una 44enne che prometteva di togliere il malocchio

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TORTOLÌ. Prometteva di togliere il malocchio, ma riusciva invece a impadronirsi di monili in oro. Due giorni fa, sono stati i carabinieri della stazione di Tortolì, guidati dal maresciallo Marcello Cangelosi, ad arrestare a Settimo San Pietro (in provincia di Cagliari) quella che dal comando provinciale dell’Arma di Nuoro hanno definito la santona delle truffe agli anziani. Anche in Ogliastra (vedasi, fra gli altri paesi, Tortolì e Lanusei), alcuni anziani, con la promessa di togliere loro il malocchio, erano stati truffati, portando via dalle loro abitazioni dei monili d’oro. In manette è finita Maria Spallino, 44 anni, di origini siciliane, che ha la residenza in provincia di Catania, ma da almeno sette anni “frequentava” la Sardegna. Già condannata per reati contro il patrimonio, dovrà espiare 13 anni e 3 mesi di reclusione. Pare che da circa un anno si fossero perse le sue tracce.

Alla donna arrestata, che si spacciava come santona, sono più di 11 gli episodi (dove sarebbe riusciti a farsi consegnare vari monili in oro) che vengono contestati. Ma è stata individuata e arrestata dopo quasi un anno di accurate indagini e ricerche. Secondo l’Arma, abile ladra, la 44enne di origini siciliane, si presentava con un’altra identità, con l’obiettivo di non essere mai individuata. Ma le sue abilità si evidenziavano soprattutto nel raggirare gli anziani, diversi dei quali di alcuni paesi ogliastrini. Da sottolineare che molte volte, come da casisistica, è proprio la condizione di solitudine delle persone anziane che favorisce l’azione dei truffatori. Per i militari dell’Arma, la donna di origini siciliane – ma non viene escluso che, a volte, abbiano potuto operare anche altre complici – lasciava credere alle vittime, che venivano scelte bene, di essere state colpite dal malocchio, che avrebbe potuto curare mediante espedienti o l’utilizzo del sale, preso dalle cucine delle stesse vittime. Particolare già emerso dalle denunce di alcune truffate da sedicenti santone. La procedura che utilizzava, secondo il comando provinciaie dei carabinieri di Nuoro era oltremodo semplice: prendeva del sale, che metteva in un grande fazzoletto insieme a monili d’oro chiesti alle vittime, sostenendo che questo avrebbe fatto finalmente sparire malocchio e sfortuna. Ma come purtroppo sperimentato da diverse vittime della truffa in Ogliastra, in realtà a sparire era la santona di turno e anche tutto l’oro.

Fra le ultime vittime, alcuni mesi fa, pare anche una pensionata tortoliese di 85 anni. A Lanusei, circa un anno e mezzo fa, sempre da una santona che prometteva di togliere il malocchio, a un’anziana era stato consigliato di tenere il fazzoletto per diverse ore sotto il letto per fare in modo che la “medicina” potesse avere effetto. Ma quando la pensionata era andata a riprenderlo, invece dei monili d’oro aveva trovato il sale e dei sassolini.



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