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L’ospedale di Lanusei resta ancora sguarnito

LANUSEI. Degli ortopedici che avrebbero dovuto risollevare le sorti del reparto dell’ospedale di Lanusei, ormai sull’orlo del collasso e da qualche settimana anche senza primario, non si vede neanche...

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LANUSEI. Degli ortopedici che avrebbero dovuto risollevare le sorti del reparto dell’ospedale di Lanusei, ormai sull’orlo del collasso e da qualche settimana anche senza primario, non si vede neanche l’ombra. A poco meno di un mese dall’espletamento del concorso Ats, ancora non si sa se qualcuno degli idonei ha deciso di trasferirsi al Nostra Signora della Mercede. Dove, nel frattempo, sono spariti anche gli anestesisti. E nell’unità operativa di Anestesia e rianimazione è corsa contro il tempo per assicurarsi gli specialisti che consentiranno di coprire i turni (pena la chiusura del servizio). La richiesta, partita dalla Assl di Lanusei e rivolta alle due aziende ospedaliero – universitarie isolane (Cagliari e Sassari) circa l’attivazione delle convenzione con i loro specialisti, è partita tempestivamente allorquando si è saputo che due medici avrebbero lasciato Lanusei ma, a distanza di settimane, non ha avuto ancora risposta concreta.

Ai documenti, infatti, manca ancora la firma. Tra pochi giorni inoltre i due anestesisti andranno via lasciando sguarnito il reparto che già lavora pagando lo scotto alla carenza d’organico. Sul fronte dei servizi territoriali, sempre la area sociosanitaria ogliastrina, ha messo nero su bianco il fabbisogno riguardante la specialistica ambulatoriale. L’esigenza di ampliare il monte ore settimanale riguarda tra le altre cose, la branca di oncologia e di anestesia.

Nel primo caso sono state chieste 38 ore in più. Servirebbe un altro medico da affiancare ai due già in servizio per garantire i trattamenti chemioterapici ma anche le visite oncologiche, comprese quelle a domicilio. Nel secondo caso le 38 ore servirebbero a rispondere alle sempre maggior richieste di visite e trattamenti nell’ambito della terapia del dolore. Un secondo medico (altre 38 ore) servirebbe per garantire un servizio adeguato a chi soffre di dolori cronici.

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