La tassa di soggiorno tiene banco in consiglio
Bosa, l’assessore Campus: «L’imposta servirà anche per finanziare attività di contrasto al sommerso»
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BOSA. Il consiglio comunale, nella seduta del 3 ottobre, ha dato via libera alla proposta di estendere da 3 a 12 mesi l’imposta di soggiorno. Della questione si era ampiamente discusso in Commissione statuto e regolamenti e nella riunione convocata dall’assessore Alessandro Campus il primo ottobre con gli operatori dell’accoglienza. «Nel programma elettorale avevamo previsto anche l’istituzione della Commissione turismo e cultura: abbiamo mantenuto gli impegni» commenta il vice sindaco e responsabile al turismo. Anche se in aula sono emerse diverse perplessità dai banchi delle minoranze, in particolare sugli obiettivi di spesa delle cifre in arrivo dai visitatori che pernottano nelle strutture registrate. «Nessun comune, come il nostro invece, ha previsto che si discuterà di come spendere i fondi dell’imposta di soggiorno nella appena nata Commissione turismo» rimarca Alessandro Campus. Che sottolinea anche un altro aspetto degli obiettivi dell’amministrazione Casula. «L’imposta servirà anche per finanziare attività che contrastino il sommerso nel settore dell’accoglienza. Una piaga che crea ovviamente problemi a chi è in regola». L’adeguamento del regolamento prevede che le nuove tariffe, distinte tra alta e bassa stagione, entrino in vigore dal primo gennaio 2020. «E questo permetterà agli operatori di programmare per tempo la prossima stagione». Per quanto riguarda la somma che dovranno pagare i clienti delle strutture alberghiere ed extralberghiere, non sarà più il consiglio comunale a decidere ma la giunta, l’ulteriore variazione rispetto al precedente regolamento. Queste le norme approvate a maggioranza, con l’astensione di tre componenti delle minoranze ed un voto contrario, quello della capogruppo di Per Bosa Rosalia Acca. Che ha chiesto lumi, nel suo intervento, anche sui numeri di arrivi e presenze 2019, e sulla somma incassata, rispetto ai quali sono ancora in corso i conteggi degli uffici. Sempre dai banchi di Per Bosa è anche arrivata la richiesta di una chiara indicazione degli obiettivi di “target turistico” che il comune intende perseguire per il futuro. «Sia chiaro che i fondi dell’imposta si aggiungono agli esigui fondi comunali che andranno alla realizzazione di progetti rivolti all’allungamento della stagione, alla realizzazione di manifestazioni di alto livello, promozione e comunicazione turistica, partecipazione alle fiere nazionali e internazionali, a realizzare finalmente marchio “Città di Bosa” in quanto non si tratta di una tassa di scopo ma di una imposta» spiega il responsabile comunale a turismo e cultura. (al.fa.)
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