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Nuoro

Traffici illegali con linguaggio criptato

Traffici illegali con linguaggio criptato

Operazione “Tutti innocenti”, il teste: «Parlavano di agnelli per indicare la droga»

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NUORO. Occorrerà attendere che i periti Francesco Pinna, Salvatore Sanna, Walter Marcialis e Maria Antonietta Piga depositino le trascrizioni dell’infinita mole di intercettazioni telefoniche e ambientali sulle quali si basa l’impianto accusatorio del processo che vede sul banco degli imputati 14 soggetti (Lucio Baltolu, Gaetano Frio, Enrico Brau, Antonio Francesco Mereu, Danilo Mazoni, Roberto Mezza, Giulio Cesare Mulas, Raffaele Paladini, Paolo Paris, Antonio Francesco Pipere, Francesco Piras, Peppino Puligheddu, Vittorio Scano e Giampiero Serra), accusati di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di armi e droga.

Ieri mattina davanti al tribunale in seduta collegiale, oltre ai consulenti che hanno chiesto ulteriore tempo per poter depositare parte delle trascrizioni richieste, è stato sentito in aula il brigadiere Giovanni Maria Vargiu che aveva condotto le indagini dell’operazione “Tutti innocenti” coordinata dalla Dda di Cagliari, e seguito i movimenti degli attuali imputati attraverso le conversazioni telefoniche e ambientali. Indicando il “rit”, ossia il numero identificativo del registro delle intercettazioni agli atti del processo, il teste ha dato un nome alle voci ascoltate e individuato i soggetti che nelle trascrizioni venivano, di volta in volta, indicati con delle lettere. Ed è sempre attraverso le chiamate intercorse tra gli imputati, che l’accusa ritiene doi poterne provare la colpevolezza, ricostruendo i legami che avrebbero dato vita a presunti traffici illeciti tra la Sardegna, l’Emilia Romagna il Veneto e la Lombardia. «Certo è – ha detto Vargiu rispondendo alle domande del pm Ganassi – che il linguaggio captato nel corso delle telefonate era ben diverso da quello usato nelle ambientali». Nelle comunicazioni telefoniche i soggetti parlavano di “agnelli” da ritirare che per gli inquirenti erano gli stupefacenti. «Nelle intercettazioni ambientali, invece – ha aggiunto il teste – emerge chiaramente la parola cocaina e si parla senza problemi del confezionamento di tre chili». (k.s.)

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