Biblioteca, fondi in ritardo gli stipendi sono a rischio
di Francesco Pirisi
I mancati trasferimenti da Regione e Comune mettono in forse i pagamenti Impegno del sindaco Soddu, mentre si lavora per la fine del commissariamento
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NUORO. L’amministrazione municipale stringe i tempi per avviare la fondazione della biblioteca “Sebastiano Satta”. Già da questo mese dovrebbe arrivare in consiglio comunale la delibera preparatoria all’atto d’indirizzo che porterà alla fine del consorzio, oggi commissariato, per sostituirlo con la nuova struttura giuridica. Su questa linea ormai convengono i due soci fondatori, il comune di Nuoro e la Provincia, oltreché la stessa Regione, che ogni anno garantisce un contributo di 200mila euro. Le novità sono emerse due giorni fa dall’incontro a cui hanno preso parte il sindaco, Andrea Soddu, il suo vice, e assessore della Cultura, Sebastian Cocco, la dirigente del comune, Sabina Bullita, e il commissario del consorzio di pubblica lettura, Paolo Piquereddu. Una riunione già in programma, ma che si è vista in qualche modo assegnato un carattere di urgenza dall’ultima assemblea dei dipendenti del consorzio. Tra i problemi rimarcati quello finanziario, anche per i ritardi nel trasferimento dei fondi di competenza della Regione e di quelli dovuti dal comune capoluogo. Mentre la Provincia spezzetta il contributo in quote, a mano a mano che il bilancio le consente l’impegno economico. Per questi ritardi oggi viene messa in dubbio la stessa possibilità che il consorzio a partire da novembre possa pagare gli stipendi e far fronte alle altre spese. Questioni entrate nel confronto di lunedì, tra il comune e il consorzio, «concluso con l’impegno di fare in modo che venga accelerato l’iter di trasferimento dei fondi», hanno spiegato i rappresentanti della giunta comunale, Soddu e Cocco, e il commissario Piquereddu. Ma l’operazione che di più impegna l’azione degli amministratori è quella appunto della nascita della fondazione. Soluzione già in itinere durante il mandato civico del sindaco Alessandro Bianchi, che era arrivato al punto di chiudere la pratica, in accordo con la Provincia. Passaggio, tra l’altro necessario, per via della norma che proibisce a quest’ultimo ente territoriale di poter essere parte di un consorzio erogatore di servizi, a vantaggio di una natura istituzionale votata a esercitare “funzioni”, nelle materie assegnategli dalla legge istitutiva, e dalle sue riforme. Nel 2016, la Regione ha pensato addirittura di portare nel proprio alveo il vecchio consorzio e velocizzarne il superamento verso la fondazione. Prima che il comune richiamasse a sé competenze e impegno, ora destinati a passare dalle buone intenzioni, alle carte notarili e soprattutto alla fase attuativa. La conferma proprio dal duo Soddu-Cocco: «Per prima cosa statuto e atto costitutivo saranno sottoposti al vaglio di Comune e Provincia. Subito a ruota il passaggio in consiglio comunale, per l’approvazione della delibera costitutiva». Ne conseguirà la fine del commissariamento dopo circa dieci anni e la nomina di una nuova guida politica: «Si tratta dell’inizio di una fase di rinascita, che potrà restituire alla biblioteca il ruolo storico di centro propulsore di cultura». Il nuovo corso, con la fondazione, vedrà al vertice della struttura burocratica un dirigente amministrativo e un funzionario. La selezione delle due figure è questione di qualche settimana e sarà fatta dallo stesso commissario Piqureddu. I nodi tuttavia non sono esauriti. Nel documento che ha chiuso l’ultima assemblea dei dipendenti, viene rimarcata la mancata adozione dei contratti aziendali e integrativi, che sono propedeutici al riconoscimento dei premi di produttività. Ma ancor più grave appare la denuncia sui vuoti in organico: «Dal 2015 la dotazione di operatori si è ridotta del 60 per cento, con il venir meno di figure fondamentali per il disbrigo dei servizi». Carenze limitate, certo, dal riaffidamento di una parte dell’attività (prestito di libri e consulenza agli utenti) a una cooperativa di servizi culturali, ma non superate. A maggior ragione dopo la decisione del commissario di allungare il tempo di apertura del servizio, che ha riguadagnato la giornata del sabato e oggi viene svolto con l’orario continuato, a partire dalle 8,30 e sino alle 19.
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