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Nuoro

siniscola 

Causa miliardaria contro il Comune a breve la decisione

di Simonetta Selloni

SINISCOLA. La causa miliardaria intentata al Comune di Siniscola da due discendenti del nobile possidente siniscolese Giovanni Pusceddu, morto nel 1911, è approdata alla discussione davanti al...

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SINISCOLA. La causa miliardaria intentata al Comune di Siniscola da due discendenti del nobile possidente siniscolese Giovanni Pusceddu, morto nel 1911, è approdata alla discussione davanti al giudice del tribunale di Nuoro, Meloni. Il Comune ha affidato la tutela dei suoi interessi all’avvocato Giuseppe Longheu, i discendenti del nobiluomo e della consorte (Giuseppina Musio) all’avvocato Carmine Grieco. Il punto è che dall’esito del procedimento potrebbero dipendere le sorti del Comune, il quale, se davvero dovesse trovarsi nella necessità di risarcire il (presunto) danno, rischierebbe seriamente di finire in bancarotta. I discendenti del possidente infatti chiedono il sequestro conservativo di un patrimonio immenso costituito da terreni in gran parte di pregio, via via lottizzato e venduto. Le due frazioni balneari di Sa Petra Ruia e S’ena e Sa Chitta, per fare un esempio, sorgono su lottizzazioni e vendite di terreni che il cavalier Giovanni Pusceddu voleva fossero utilizzati per i poveri di Siniscola. E infatti uno dei cardini sui quali si fonda la richiesta è il mancato rispetto delle volontà di Pusceddu: aveva disposto che i suoi beni andassero agli enti caritatevoli – e da questi poi al Comune – a patto che venisse realizzato un ospedale per i poveri orfani di Siniscola. L’ospedale non è mai stato realizzato.

I discendenti del cavalier Pusceddu e della moglie (mancata nel 1942) hanno chiesto il sequestro conservativo dei beni, quantificati appunto in circa un miliardo di euro. L’avvocato Longheu vi si è opposto, presentando anche una memoria difensiva. Il legale del Comune ha eccepito l’inammissibilità della richiesta: sostanzialmente, i discendenti non avrebbero una legittimazione a proporre il sequestro conservativo, che può essere richiesto se si è titolari di una posizione creditoria; i due discendenti invece, hanno impugnato il testamento e chiedono al Tribunale di dichiararli eredi, status che al momento non detengono. Il giudice Meloni si è riservato la decisione che sarà resa nota nei prossimi giorni.

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