La Nuova Sardegna

Nuoro

Vendemmia, per Dorgali buona annata

di Nino Muggianu
Vendemmia, per Dorgali buona annata

Le cantine e i produttori stanno ultimando la lavorazione. Riscontri positivi

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DORGALI. La vendemmia 2019 va verso la conclusione. Dalla campagna il lavoro si sposta ora nelle cantine. L’intenso profumo del mosto, si espande per tutto il paese, sia nelle piccole che nelle grandi cantine. Oltre alla Cantina Sociale sono tante anche le piccole aziende che imbottigliano per commercializzare il loro prodotti. Tra le private, la Cantina Berritta è quella che si sta conquistando sempre più uno spazio importante nel mercato non solo italiano. Cosi come le Cantine di Pietro Pittalis e Nanni Mele. Per tutte è stato una buona annata. «Ogni annata è unica – spiega Antonio Berritta –. Questa è stata caratterizzata per il ritardo nella maturazione delle uve. Le piogge e le temperature di fine agosto hanno infatti modificato leggermente il lavoro di gradazione. Abbiamo dunque dovuto aspettare qualche giorno in più, in modo da lasciar fare il proprio corso al sole e alla natura e permettere alle uve di raggiungere la piena maturazione. Una situazione abbastanza paradossale se si pensa che proprio questo settembre è stato un mese piuttosto caldo e questa condizione meteorologica ha favorito un’accelerazione repentina dello sviluppo degli acini. Non ci siamo ovviamente persi d’animo, sappiamo che la natura va soprattutto ascoltata: abbiamo quindi assecondato i suoi ritmi, calibrando le nostre tempistiche di vendemmia. Complessivamente, la vendemmia del 2019 è durata circa un mese. Tengo a precisare che il nostro è un lavoro completamente biologico. La vendemmia è andata bene e il raccolto ci permetterà di imbottigliare un buon prodotto. Anche sulla quantità non ci possiamo lamentare: possiamo stimare di aver raccolto circa il dieci per cento in più».

Lavoro a pieno ritmo nella Cantina di Dorgali, diretta dalla neo presidente Claudia Secci, la prima donna che ricopre questo ruolo nella Cantina che attualmente lavora circa 20 mila quintali di uve cannonau, 5mila di vermentino per un totale di 1 milione e mezzo di bottiglie. Cantina che nasce nel 1953 ad opera di un gruppo di viticoltori che decide di mettersi insieme con la volontà comune di vinificare le uve e di commercializzare il vino. Il vino della prima vendemmia era un sfuso, molto diverso da quello che si conosce e che vien apprezzato ora. Un vino ad alta gradazione alcolica e molto corposo. Successivamente è stato introdotto il vino imbottigliato. Poi delle vere e proprie etichette. «Siamo diventati famosi con il Rosato. Oggi possiamo dire che è stato il vino che ha fatto diventare famosa la Cantina di Dorgali ma che ha spinto a produrre il rosato in Sardegna. Siamo stati i primi produrre il vino novello nel 1982». Negli anni la quantità di uve lavorate dalla Cantina si era attestata sui 30 mila quintali, con anni di massima e anni come gli ultimi due appena trascorsi, nettamente inferiori. Poi c'è stata la svola, meno quantità ma ottima qualità».

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