«Via Angioy, lasciate passare le auto»
Residenti e commercianti: «Basta con il divieto di sbucare al Corso, troppi disagi»
2 MINUTI DI LETTURA
NUORO. Dopo mesi di malumori e proteste discrete, stavolta hanno deciso di raccogliere le firme e di passare dalle parole alle richieste formali: i residenti e le attività commerciali di via Angioy e immediati dintorni chiedono al Comune di revocare il divieto di transito nel tratto di via Angioy compreso tra via Cavour e il corso Garibaldi. E lo chiedono per diverse ragioni, a cominciare dal fatto che quando vige il divieto di transito nel tratto di via Angioy che sbuca al corso, le auto sono costrette a percorrere il vicoletto mini-mini che poi sbuca in via Roma. E non si contano le auto che hanno riportato danni alla carrozzeria dovendo affrontare quel passaggio così stretto.
Ma oltre a questo aspetto, ci sono altre questioni che i residenti e commercianti della zona segnalano nella loro richiesta per poter percorrere via Angioy in discesa, nel tratto che sbuca al corso Garibaldi. Spiegano, infatti, che il blocco del traffico in via Angioy dalle 18.30 alle 5 del mattino, attualmente vigente, «appare dannoso, ingiustificato e privo di ogni comprensibile ragione, dal momento che in tali orari la strada appare completamente deserta e del tutto priva di traffico pedonale». E il deserto lo si vede ancora di più nei mesi invernali con annesso «aumentato senso di insicurezza e desolazione per chiunque si trovi a percorrere detta strada. Ma non basta: il divieto di transito, come rilevano i firmatari della richiesta, ha causato «una diminuzione del lavoro e delle vendite per le attività commerciali, già duramente colpite dalla crisi, a causa della intuibile diminuzione del traffico e dei parcheggi. Recentemente hanno cessato la loro attività ben tre esercizi: l’agenzia di viaggi, il ristorante e il negozio di articoli etnici che si trovavano proprio nella via Angioy, vittime, anch’esse della desertificazione».
I residenti fanno notare, infine, «l’inspiegabile e illogica disparità con altre due vie nelle quali, invece, è consentito il transito e l’attraversamento del corso Garibaldi senza alcun limite di orario: la via Dante, nel tratto tra piazza Crispi e via Solferino, e la strada che da via XX settembre a via Sebastiano Satta».
Ma oltre a questo aspetto, ci sono altre questioni che i residenti e commercianti della zona segnalano nella loro richiesta per poter percorrere via Angioy in discesa, nel tratto che sbuca al corso Garibaldi. Spiegano, infatti, che il blocco del traffico in via Angioy dalle 18.30 alle 5 del mattino, attualmente vigente, «appare dannoso, ingiustificato e privo di ogni comprensibile ragione, dal momento che in tali orari la strada appare completamente deserta e del tutto priva di traffico pedonale». E il deserto lo si vede ancora di più nei mesi invernali con annesso «aumentato senso di insicurezza e desolazione per chiunque si trovi a percorrere detta strada. Ma non basta: il divieto di transito, come rilevano i firmatari della richiesta, ha causato «una diminuzione del lavoro e delle vendite per le attività commerciali, già duramente colpite dalla crisi, a causa della intuibile diminuzione del traffico e dei parcheggi. Recentemente hanno cessato la loro attività ben tre esercizi: l’agenzia di viaggi, il ristorante e il negozio di articoli etnici che si trovavano proprio nella via Angioy, vittime, anch’esse della desertificazione».
I residenti fanno notare, infine, «l’inspiegabile e illogica disparità con altre due vie nelle quali, invece, è consentito il transito e l’attraversamento del corso Garibaldi senza alcun limite di orario: la via Dante, nel tratto tra piazza Crispi e via Solferino, e la strada che da via XX settembre a via Sebastiano Satta».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
