TORTOLì
Protezione civile: esercitazione per affrontare eventi calamitosi
TORTOLÌ. Qualche giorno fa il viale monsignor Virgilio, ha ospitato la giornata “Io non rischio”, la campagna di sensibilizzazione e diffusione delle buone pratiche in caso di eventi calamitosi come...
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TORTOLÌ. Qualche giorno fa il viale monsignor Virgilio, ha ospitato la giornata “Io non rischio”, la campagna di sensibilizzazione e diffusione delle buone pratiche in caso di eventi calamitosi come l’alluvione. È stata promossa dal dipartimento nazionale della Protezione civile e dall’Anpas, acronimo di Associazione nazionale pubbliche assistenze). I volontari della locale Croce erde, che hanno montato anche un grane gazebo, hanno consegnato del materiale informativo, relativo ai giusti comportamenti da seguire in caso di alluvione, e anche il Piano comunale di Protezione civile in caso di rischio idrogeologico e idraulico. È stato allestito anche uno spazio con materiale fotografico, video e le cronache delle alluvioni che colpirono il territorio negli anni passati, nel 1993, 2005 e 2008. La Croce Verde, ancora una volta. È stata in prima linea nel coso di una giornata di sensibilizzazione sulla prevenzione in occasione di eventi calamitosi come l'alluvione. A Tortolì, a fine dello scorso mese di marzo, organizzata dalla Protezione civile, si tenne una giornata di esercitazioni con la simulazione relativa all’esondazione del Rio Foddeddu. Venne simulata l’esondazione del fiume che attraversa la cittadina, nel tratto immediatamente a valle dell’ex Ponte di Ferro, analogo all'evento che avvenne nella nottata tra il 26 e 27 novembre 2008. All’importante l’esercitazione presero parte il personale dell'ufficio Protezione civile del Comune e della Regione, la polizia locale, le associazioni di volontariato (Croce verde, Unitalsi, Alpherat Regulus), i vigili del fuoco, il Corpo forestale, la Guardia di finanza, l’Ufficio circondariale marittimo di Arbatax- Guardia costiera, i carabinieri e la polizia di Stato. L’esercitazione di Protezione civile aveva l'obiettivo di adottare i comportamenti adeguati «per rispondere a una possibile situazione di criticità, verificare le procedure del sistema di allertamento, testare il coordinamento con enti e istituzioni». E ancora, le procedure per l'assistenza della popolazione nelle aree a rischio «con particolare riguardo ai soggetti più deboli». (l.cu.)
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