Violenza a Su Connottu ieri l’incidente probatorio
di Kety Sanna
La vittima dei presunti abusi durante la Notte bianca è stata sentita dal Gip «Mi sono svegliata con un senso di soffocamento e lui era sopra di me»
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NUORO. Un incidente probatorio per cristallizzare la testimonianza della donna, vittima di una presunta violenza in piazza Su Connottu dopo una serata di festa in occasione della Notte Bianca. Ieri mattina al quarto piano del palazzo di giustizia, la giovane assistita dall’avvocato Giovanna Serra è comparsa davanti al gip Teresa Castagna e al pm Giorgio Bocciarelli. In un’audizione protetta ha raccontato quanto sarebbe successo tra la notte di sabato 14 e la mattina di domenica 15 settembre, in pieno centro città. La ragazza ha confermato quanto detto da subito agli agenti di polizia che l’hanno sentita più volte prima di denunciare, e poi arrestare il presunto aggressore: Pasquale Mula, allevatore orunese di 38 anni, finito ai domiciliari.
La vittima ieri mattina, ha spiegato di essersi appisolata in auto dopo aver trascorso la nottata con le amiche. Avevano bevuto ma non al punto di ubriacarsi. Si sentiva stanca e aveva deciso di andare a sdraiarsi in macchina: a svegliarla un senso di soffocamento, e quel peso addosso che la opprimeva. Lui era sopra di lei e mentre la toccava le diceva di stare zitta. Alla sua reazione l’uomo le aveva stretto la mano sulla gola, lasciandole evidenti segni sul collo.
E ancora lei che tentava di liberarsi, e con un braccio o con la gamba aveva azionato involontariamente lo stereo che, partendo ad altissimo volume, aveva segnato la fine dell’incubo. Il presunto aggressore, spaventato, era scappato mentre lei, terrorizzata, era scesa dall’auto e aveva chiesto aiuto. Poi si era precipitava in Questura per denunciare l’accaduto.
Un racconto doloroso e faticoso, intervallato poi dalle domande dell’avvocato Gianluca Sannio, difensore di fiducia di Pasquale Mula che, però, ha messo in luce alcune contraddizioni emerse dal racconto della donna rispetto a quanto riferito dai testimoni, per poi produrre alcuni documenti relativi ai carichi pendenti della vittima della presunta violenza.
La vittima ieri mattina, ha spiegato di essersi appisolata in auto dopo aver trascorso la nottata con le amiche. Avevano bevuto ma non al punto di ubriacarsi. Si sentiva stanca e aveva deciso di andare a sdraiarsi in macchina: a svegliarla un senso di soffocamento, e quel peso addosso che la opprimeva. Lui era sopra di lei e mentre la toccava le diceva di stare zitta. Alla sua reazione l’uomo le aveva stretto la mano sulla gola, lasciandole evidenti segni sul collo.
E ancora lei che tentava di liberarsi, e con un braccio o con la gamba aveva azionato involontariamente lo stereo che, partendo ad altissimo volume, aveva segnato la fine dell’incubo. Il presunto aggressore, spaventato, era scappato mentre lei, terrorizzata, era scesa dall’auto e aveva chiesto aiuto. Poi si era precipitava in Questura per denunciare l’accaduto.
Un racconto doloroso e faticoso, intervallato poi dalle domande dell’avvocato Gianluca Sannio, difensore di fiducia di Pasquale Mula che, però, ha messo in luce alcune contraddizioni emerse dal racconto della donna rispetto a quanto riferito dai testimoni, per poi produrre alcuni documenti relativi ai carichi pendenti della vittima della presunta violenza.
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