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I miasmi di Pratosardo finiscono in consiglio

I miasmi di Pratosardo finiscono in consiglio

Gli imprenditori denunciano esalazioni dal trattamento dei rifiuti organici Paolo Fadda: «Evidenti i danni alla salute di chi lavora nelle aziende»

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NUORO. Le esalazioni dal trattamento dei rifiuti organici creano dei danni a chi opera nell’area industriale di Pratosardo. Lo afferma in un’interrogazione al sindaco, Andrea Soddu, il consigliere comunale Paolo Fadda, eletto nella lista Uniti per Nuoro. Il problema nasce dalla presenza (nella via Antonio Cambosu) di un impianto di compostaggio della frazione umida dei rifiuti, che viene utilizzata per produrre un tipo di concime (compost). L’argomento, su richiesta del consigliere di opposizione, dovrà essere discusso in Consiglio comunale. Ma già da ora viene chiesto al sindaco un intervento affinché il problema sia risolto. Queste le ragioni di Fadda: «Ci troviamo di fronte a un’emergenza igienica e sanitaria, che crea disagi agli operatori della zona industriale. Il sindaco per via delle competenze nell’ambito dell’igiene pubblica, non può non intervenire per evitare ulteriori effetti negativi». L’impianto contestato è stato autorizzato dalla Provincia nel 2012, dopo l’esame del progetto in seno alla conferenza di servizi, di cui è stato parte anche il comune capoluogo. Dopo qualche tempo l’avvio dell’attività, per il trattamento di scarti di cucina e residui dalla pulitura di parchi e giardini, portati da Nuoro e altri centri del territorio. Ma non è passato molto tempo prima che gli operatori iniziassero a protestare per la presenza di un lezzo descritto come insopportabile. Lo ricorda Paolo Fadda: «Il problema è sorto nel momento stesso in cui le macchine sono state messe in moto. Credo che alla base ci siano due vizi di fondo. L’impianto non è stato costruito seguendo le regole nazionali in materia. Ma neanche durante la fase dell’attività si sono impiegati quegli accorgimenti per fare in modo che non ci fossero esalazioni maleodoranti». Il consigliere di Uniti per Nuoro poi ritorna al momento della presentazione del progetto, per bollare la scelta di realizzarlo a Pratosardo: «Secondo le linee guida nazionali queste attività devono essere distanti alcuni chilometri sia dai centri urbani, sia dai capannoni di un’area artigianale. A Pratosardo, tra l’altro, è sorto nella zona meno indicata, se pensiamo che a poca distanza c’è un laboratorio di pasta fresca». La soluzione del caso passa attraverso un esame delle responsabilità e di chi oggi è chiamato a intervenire forse per rivedere quelle scelte iniziali, maturate con l’autorizzazione della Provincia. Passaggi e responsabilità che Fadda ha presenti, ma che per lui non riducono l’obbligo di intervento dell’amministrazione comunale: «Ci sono danni sensibili alla salute di chi lavora nelle aziende per via di questa situazione di contaminazione dell’aria. Credo sia troppo per operatori già provati dalla crisi economica e che pure hanno il coraggio di resistere». (f.p.)

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