«Sanitopoli, caso segnalato ma nessuno ci ha ascoltato»
di Giulia Serra
Il gruppo Forum per Macomer rilancia il dibattito dopo gli arresti della Procura «Cinque anni fa denunciammo il problema e tutti fecero finta di non vedere»
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MACOMER. «Se cinque anni fa chi governava a Macomer e a Cagliari ci avesse dato ascolto, forse oggi ci saremmo potuti risparmiare la tempesta giudiziaria che sta travolgendo diversi esponenti del Partito dei Sardi, gettando alle ortiche la credibilità dell’amministrazione comunale di Macomer e creando un danno irreparabile all’immagine della Città». Inizia così il comunicato stampa del gruppo Forum per Macomer che, a quasi un mese dalle misure messe in atto dalla Procura di Oristano che hanno portato agli arresti domiciliari il sindaco di Macomer, Antonio Onorato Succu, e travolto il suo partito di riferimento, interviene nel dibattito politico cittadino. Il Forum, che fa riferimento all’ex sindaco ed ex consigliere Giuseppe Ledda, pone l’accento sulle denunce pubbliche sui fatti oggi oggetto dell'indagine, espresse in tempi che vengono identificati come non sospetti: «Esattamente cinque anni fa – si legge nella nota – la nostra associazione pubblicò, trasmettendolo anche alle autorità politiche regionali (Giunta e Capigruppo in Consiglio regionale), un articolato documento sulla sanità territoriale, che nella parte finale affrontava anche il nodo delle assunzioni nelle Asl, sottolineando le degenerazioni in atto già allora. Purtroppo – è la piccata sottolineatura - tutti fecero finta di non vedere, forse perché succubi del potere di condizionamento e di veto che il Partito dei Sardi ha sempre esercitato in Regione». Ripescando un estratto dal documento datato 28 ottobre 2014, il gruppo ripropone i passaggi salienti di una analisi che, scrivono, «offre uno spaccato – purtroppo sempre attuale – dei problemi della sanità nel territorio e del modo in cui essi sono stati svenduti per logiche di potere». «Riteniamo che dall’assessorato alla Sanità debba essere compiuta una accurata verifica nelle Asl di Nuoro e Oristano sulle assunzioni in generale e, in modo specifico, su quelle disposte con il ricorso alle agenzie interinali, per verificare se le scelte siano state sempre motivate e trasparenti o vi sano state interferenze politiche, in particolare in prossimità delle varie scadenze elettorali. È – si legge ancora nella nota – questa del reclutamento del personale un materia estremamente delicata, dal punto di vista della democrazia, dell’equità e della trasparenza, considerata la gravissima crisi occupazionale e il rischio di un uso clientelare delle opportunità di lavoro. Per questo riteniamo che anche nella sanità pubblica debbano essere messe al bando le forme di assunzione che consentono la discrezionalità, rendendo obbligatorio il ricorso alle graduatorie predisposte dai servizi pubblici per l’impiego. Pensiamo che solo con un netto taglio con i metodi del passato la presidenza Pigliaru possa dare quei segnali concreti di rinnovamento sostanziale che gli elettori di centrosinistra attendono».
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