I fondi regionali passati ai raggi x
di Francesco Pirisi
La Corte dei conti spulcia i crediti del Comune e convoca la presidente della commissione Bilancio
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NUORO. La questione dei fondi trasferiti dalla Regione al Comune capoluogo per il pagamento dei debiti finisce sotto la lente di ingrandimento della Corte dei conti. La settimana passata i giudici hanno convocato in audizione la presidente della commissione Bilancio, Claudia Camarda. Un confronto per approfondire alcuni punti controversi sulla tenuta dei conti finanziari da parte dell’amministrazione civica guidata dal sindaco, Andrea Soddu. Tra essi anche lo stato reale dei residui attivi, ossia dei crediti che il Comune vanta nei confronti di privati e altri enti pubblici, passati nell’ultimo anno da 32 a 76 milioni di euro. Grana amministrativa in questi giorni superata dai primi responsi sull’investigazione riguardo all’esattezza degli importi dei fondi passati dalla Regione al Comune per finanziare il debito milionario dagli espropri. Vicenda sulla quale anche la magistratura contabile parrebbe interessata a vederci chiaro. I fondi sono infatti entrati negli ultimi bilanci comunali, sui quali la Corte dei Conti esercita il suo controllo di competenza. Forse solo il caso ha voluto che quasi in contemporanea nel municipio di via Dante siano arrivati i primi responsi della Regione. Il Comune dovrà infatti restituire 800mila euro, rispetto ai 9 milioni e 250mila delle prime due tranche del contributo da 31 milioni per fare fronte al debito. Si tratterebbe di «risorse indebitamente percepite», è la sostanza della lettera inviata dall’assessorato degli Enti locali al sindaco Soddu, agli uffici finanziari e al collegio dei revisori. La richiesta della Regione riporta d’attualità gli atti con i quali la giunta e il consiglio regionali nell’autunno del 2018 hanno deliberato sull’aiuto ai comuni indebitati. Circa 28 enti, tra Comuni e loro unioni, che hanno risposto alla richiesta di denunciare eventuali situazioni debitorie, fatta dall’allora assessore, Cristiano Erriu. Prima c’è un impegno di 5 milioni, poi se ne aggiungeranno altri 45, con l’approvazione del bilancio triennale. Nuoro ne ottiene 31, sulla base dei criteri stabiliti dalla giunta Pigliaru. Il sindaco Soddu motiva così: «Il nostro Comune è indebitato con lo stesso grado di Milano, Roma e Genova». Ciononostante le cifre non sarebbero congrue. Lo affermano i gruppi di minoranza. La sardista Camarda, a giugno durante la discussione del bilancio: «I fondi ottenuti sono in più rispetto a quelli legittimi, anche perché è stata inserita anche quella parte del debito già restituita alla Cassa depositi e prestiti». Denunce poi finite alla Regione e alla Corte dei Conti, che hanno iniziato a pronunciarsi. Con nuovi problemi per il sindaco Soddu e la sua amministrazione, che qualche mese fa ha affermato: «Noi crediamo di avere interpretato la norma in modo giusto. Se poi ci sono degli errori, siamo disponibili a correggerli». Atto che ora diventa obbligato. Così come potrebbero esserci scostamenti tra quanto deliberato dal precedente Consiglio regionale e quanto avrà in concreto il Comune per le “rate” sui debiti relative” alle annualità 2020 e 2021, che ammontano complessivamente a 20 milioni. La questione del computo esatto dei residui attivi e l’altro elemento sul quale la Corte dei Conti vuole chiarimenti. C’è stata anche in questa vicenda la denuncia dei gruppi di opposizione, nelle more dell’approvazione del consuntivo 2018. Il consigliere di Nuova Nuoro, Peppe Montesu, approfondisce il documento in una relazione: «Come possono lievitare in un anno i residui attivi da 32 a 76 milioni di euro? Le possibilità sono due: o sono state inserite delle poste fittizie, per coprire esposizioni nel bilancio, oppure c’è la presenza di crediti che non si riesce a riscuotere».
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