Migranti, le vittime senza un nome
di Lamberto Cugudda
Arbatax, oggi l’autopsia sui due uomini trovati morti in un gommone
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ARBATAX. I carabinieri di Tortolì, guidati dal maresciallo Marcello Cangelosie i loro colleghi della compagnia di Lanusei, tutti al comando del capitano Giuseppe De Lisa, oltre agli gli uomini del Circomare Arbatax, indagano per risalire all’identità dei due uomini, di origine nord africana, uno sulla quarantina di struttura massiccia, e uno più giovane, che sono stati ritrovati alle 17.50 di giovedì, morti, a bordo di un gommone di 3,5 metri, senza motore e senza remi, in mare aperto. Entrambi erano vestiti con una tuta ginnica, e parevano rannicchiati, come a proteggersi dal freddo. Sarà l’autopsia che verrà effettuata in ospedale a Lanusei, a chiarire le cause della morte, avvenuta diversi giorni fa. Le cause del decesso potrebbero essere state la lunga esposizione al sole e alle intemperie, senza cibo e acqua. I due, che presentavano già chiari segni di decomposizione, soprattutto in viso, sono stati avvistati, poco prima delle 18, da uno yacht francese in navigazione a 35 miglia al largo, a sud-est di Capo Bellavista. A recuperare il gommone con i due migranti morti a bordo, è stata una motovedetta del Circomare. I carabinieri, a bordo del gommone di colore verde militare, hanno ritrovato alcuni zainetti, pare cinque, e delle buste con capi di vestiario ed effetti personali. Che sono passati al vaglio – come il gommone posto sotto sequestro – del Reparto investigazioni scientifiche dell’Arma, già presente giovedì sera in porto, fin dal momento dell’arrivo del gommone trainato dalla motovedetta. Ora si cercherà di individuare la nazionalità e l’identità del due migranti.
Difficile pensare che abbiano tentato di raggiungere le coste del cagliaritano con un gommone senza motore e senza remi. Più plausibile che, per cause da accertare, dopo essere stati rimorchiati, il natante sia stato “mollato”dalla nave madre e trascinato per centinaia di miglia dalla corrente.
«È una triste notizia che arriva in giornate di festività e raccoglimento – ha detto il sindaco Cannas – che colpisce la nostra comunità e induce in noi importanti riflessioni. Un episodio che ci ricorda ancor di più, quanto questo fenomeno internazionale non sia, anche per noi, così lontano. Auspichiamo che tutto ciò non accada più, che si lavori seriamente, con responsabilità e nuove soluzioni, per arginare un fenomeno così complesso che continua a mietere vittime e a fare del Mediterraneo un cimitero. Che ci si adoperi per una gestione dell’immigrazione, sicuramente con l’assistenza e difesa della vita in mare ma che si provveda con un aiuto concreto e strutturale verso le aree geografiche di partenza».
Difficile pensare che abbiano tentato di raggiungere le coste del cagliaritano con un gommone senza motore e senza remi. Più plausibile che, per cause da accertare, dopo essere stati rimorchiati, il natante sia stato “mollato”dalla nave madre e trascinato per centinaia di miglia dalla corrente.
«È una triste notizia che arriva in giornate di festività e raccoglimento – ha detto il sindaco Cannas – che colpisce la nostra comunità e induce in noi importanti riflessioni. Un episodio che ci ricorda ancor di più, quanto questo fenomeno internazionale non sia, anche per noi, così lontano. Auspichiamo che tutto ciò non accada più, che si lavori seriamente, con responsabilità e nuove soluzioni, per arginare un fenomeno così complesso che continua a mietere vittime e a fare del Mediterraneo un cimitero. Che ci si adoperi per una gestione dell’immigrazione, sicuramente con l’assistenza e difesa della vita in mare ma che si provveda con un aiuto concreto e strutturale verso le aree geografiche di partenza».
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