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Nuoro

il caso 

Certificati medici falsi depongono gli agenti di polizia

NUORO. È finito a giudizio con l’accusa di “falsità materiale”, ovvero di aver falsificato alcuni certificati medici, con tanto di timbro, per avere alcuni farmaci. E ieri mattina, in tribunale,...

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NUORO. È finito a giudizio con l’accusa di “falsità materiale”, ovvero di aver falsificato alcuni certificati medici, con tanto di timbro, per avere alcuni farmaci. E ieri mattina, in tribunale, hanno deposto alcuni agenti della questura di Nuoro che avevano seguito l’indagine nei confronti di Renato Dindi dopo la denuncia arrivate alla polizia e le segnalazioni agli stessi medici. Tutto era nato dall’allarme lanciato da una farmacia di Nuoro che aveva contattato due medici perché sospettava di aver ricevuto da un cliente due false prescrizioni di un medicinale. Correva il 2016. «Dopo che ci è arrivata la segnalazione – ha raccontato ieri in aula uno degli agenti di polizia intervenuti – abbiamo appurato che le ricette erano intestate a due dottoresse e che erano a nome di Renato Dindi. Così abbiamo perquisito la sua casa di Nuoro e di Loiri Porto San Paolo, e abbiamo trovato diverse fiale, siringhe monouso, e timbri dei medici. Dindi, durante la perquisizione, è stato molto collaborativo. Per precauzione gli abbiamo ritirato una carabina e alcune munizioni». Il processo riprenderà il 12 marzo. (v.g.)

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