Strade, miasmi e appalti vertice a Pratosardo
di Valeria Gianoglio
Venerdì gli operatori del Consorzio si riuniscono per fare il punto sui problemi Pittorra: «Un sondaggio decreta come primo disagio il centro di compostaggio»
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NUORO. All’ultimo sondaggio lanciato per toccare con mano gli umori degli imprenditori della zona, gli operatori aderenti al Consorzio di Pratosardo hanno risposto compatti: al numero 1 della classifica dei problemi della zona industriale svetta da tempo il centro di compostaggio e l’olezzo nauseabondo che imperversa ormai da mesi in tutta l’area nonostante diversi richiami da parte della Provincia. Ma sempre per restare ai primi posti di questa poco onorevole classifica, scorrendo le successive posizioni, si leggono lo stato delle strade, l’illuminazione assente, o solo su un lato, di alcune vie, i servizi che mancano, i lavori appaltati ma ancora fermi: come quello per prolungare lo spartitraffico all’ingresso della zona industriale e per realizzare una rotonda vicino al negozio Unieuro.
Ce n’è abbastanza, insomma, per convocare una riunione aperta agli operatori della zona dove fare il punto della complicata situazione di Pratosardo: l’ha convocata per venerdì 8, alle 18, nella sede dell’azienda Tetto solare, in via Cambosu, il presidente del consorzio operatori, Giampiero Pittorra. E l’ordine del giorno risulta particolarmente ricco: relazione sull’operato del consorzio, aggiornamento sul passaggio della zona industriale al Comune, disagi impianto di compostaggio e aggiornamento diffida, situazione illuminazione e strade, lavori appaltati dal Consorzio Zir, aggiornamento rifiuti (Tari) , ecocentro e insegne, varie ed eventuali. «Faremo il punto su tutto – spiega il presidente Pittorra – e purtroppo tocca rilevare che sono problemi che denunciamo da tempo. Come intere strade al buio o illuminate a metà, tanti aspetti da chiarire sulla questione rifiuti come l’ecocentro chiuso alle aziende, o appalti assegnati ma non ancora eseguiti come quello per prolungare lo spartitraffico centrale e realizzare una rotonda».
E in cima alle urgenze da risolvere, anche secondo il sondaggio lanciato dal Consorzio operatori, c’è il centro di compostaggio e l’odoraccio che ammanta tutta l’area. Il centro, di proprietà del Consorzio industriale provinciale, è stato anche di recente oggetto di una nuova diffida che la Provincia ha inviato allo stesso Consorzio industriale. La Provincia, si legge nel provvedimento firmato dalla dirigente Cecilia Sotgiu, «determina di diffidare il Consorzio Industriale Provinciale al rispetto immediato del valore limite di emissione del parametro odore (unità odorimetriche), di cui al provvedimento numero 2018 del 05/10/2012 allegato B, punto 33. E di stabilire che la verifica del rispetto dei predetti limiti sia effettuata tramite campionamento eseguito non oltre la data del 23 ottobre e preceduto da preavviso all’Arpas, i cui referti analitici dovranno essere trasmessi all’Arpas e alla Provincia entro il 30 ottobre 2019».
Ce n’è abbastanza, insomma, per convocare una riunione aperta agli operatori della zona dove fare il punto della complicata situazione di Pratosardo: l’ha convocata per venerdì 8, alle 18, nella sede dell’azienda Tetto solare, in via Cambosu, il presidente del consorzio operatori, Giampiero Pittorra. E l’ordine del giorno risulta particolarmente ricco: relazione sull’operato del consorzio, aggiornamento sul passaggio della zona industriale al Comune, disagi impianto di compostaggio e aggiornamento diffida, situazione illuminazione e strade, lavori appaltati dal Consorzio Zir, aggiornamento rifiuti (Tari) , ecocentro e insegne, varie ed eventuali. «Faremo il punto su tutto – spiega il presidente Pittorra – e purtroppo tocca rilevare che sono problemi che denunciamo da tempo. Come intere strade al buio o illuminate a metà, tanti aspetti da chiarire sulla questione rifiuti come l’ecocentro chiuso alle aziende, o appalti assegnati ma non ancora eseguiti come quello per prolungare lo spartitraffico centrale e realizzare una rotonda».
E in cima alle urgenze da risolvere, anche secondo il sondaggio lanciato dal Consorzio operatori, c’è il centro di compostaggio e l’odoraccio che ammanta tutta l’area. Il centro, di proprietà del Consorzio industriale provinciale, è stato anche di recente oggetto di una nuova diffida che la Provincia ha inviato allo stesso Consorzio industriale. La Provincia, si legge nel provvedimento firmato dalla dirigente Cecilia Sotgiu, «determina di diffidare il Consorzio Industriale Provinciale al rispetto immediato del valore limite di emissione del parametro odore (unità odorimetriche), di cui al provvedimento numero 2018 del 05/10/2012 allegato B, punto 33. E di stabilire che la verifica del rispetto dei predetti limiti sia effettuata tramite campionamento eseguito non oltre la data del 23 ottobre e preceduto da preavviso all’Arpas, i cui referti analitici dovranno essere trasmessi all’Arpas e alla Provincia entro il 30 ottobre 2019».
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