Tour operator al tempo del web
di Alessandra Porcu
Parlano i titolari dell’agenzia Tizypuntomike di Macomer: oggi c’è meno crisi, ma anche troppi abusivi
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MACOMER. Tra il 2009 e il 2010 quando la crisi economica e il boom delle prenotazioni dei biglietti online hanno fatto sentire i loro effetti devastanti, l'agenzia viaggi “Tizypuntomike” ha iniziato a perdere il 50% del fatturato. “È stato un periodo buio e molto faticoso. Delle tre storiche società presenti a Macomer, l'unica a sopravvivere è stata la nostra. Le altre hanno dovuto chiudere i battenti”, ammette il titolare Michele Floris. “A dire il vero anche l'attività che io e mia moglie Tiziana avevamo aperto 8 anni prima, rischiava di fare la stessa fine. Così – racconta – ci siamo trovati di fronte a un bivio: soccombere o cambiare strategia? Noi abbiamo scelto di andare avanti”. E nonostante la strada intrapresa fosse la più rischiosa, i due hanno tenuto duro. Non potendosi permettere di assumere del personale, l'agenzia viaggi è stata e continua a essere a conduzione familiare. “Mia moglie ora segue solo la parte amministrativa. Io e le mie figlie Sara e Paola ci occupiamo del resto”, sottolinea Michele Floris. Ma ciò che ha permesso di mantenere una fetta di mercato è stato l'essersi specializzati. “Noi non offriamo pacchetti standard – dice il titolare – al contrario, le nostre sono offerte su misura. Vengono cucite addosso ai clienti. Chi si affida a noi per l'organizzazione di un viaggio viene seguito passo passo. Ci sono pratiche da sbrigare, documenti da richiedere e ancora, se si vuole, biglietti da prenotare per poter vedere una partita di baseball a New York o per arrivare in treno da Tokyo a Yokohama. Ogni itinerario ha una peculiarità, ogni percorso è diverso dall'altro, così come differenti sono le persone che decidono di intraprenderlo”.
Insomma, l'operatore turistico deve essere non solo un consulente, ma anche una persona fidata capace di indirizzare nel posto giusto i viaggiatori. Nonostante le offerte last minute, i voli low cost e la miriade di opportunità a portata di click, l'agenzia resta un punto di riferimento. “Se programmate con anticipo, le vacanze – ammette Michele Floris – possono essere meno care di quello che si pensi”. E così scopriamo che Giappone, India, Indonesia e Seychelles saranno le mete più gettonate a Natale e Capodanno. Gli Stati Uniti, invece, la faranno da padrone a gennaio e febbraio. Intramontabile, poi, resta il fascino di città spagnole come Barcellona, Madrid e Siviglia. Ma non è tutto oro quel che lucida. “Sebbene il nostro settore sia in netta ripresa – spiega Michele Floris – più che con le agenzie online, ormai dobbiamo fare i conti con i tour operators improvvisati. O meglio abusivi. Capita sempre più di frequente – prosegue Floris – che il sacerdote o il pensionato di turno, anno dopo anno, proponga viaggi organizzati a comitive di persone le quali, forse a loro insaputa, vanno in giro per il mondo senza essere assicurate, esponendosi così a rischi di varia natura. Quello appena descritto è un fenomeno in crescita – conclude –. Ci dovrebbero essere più controlli. Per il bene di tutti”.
Insomma, l'operatore turistico deve essere non solo un consulente, ma anche una persona fidata capace di indirizzare nel posto giusto i viaggiatori. Nonostante le offerte last minute, i voli low cost e la miriade di opportunità a portata di click, l'agenzia resta un punto di riferimento. “Se programmate con anticipo, le vacanze – ammette Michele Floris – possono essere meno care di quello che si pensi”. E così scopriamo che Giappone, India, Indonesia e Seychelles saranno le mete più gettonate a Natale e Capodanno. Gli Stati Uniti, invece, la faranno da padrone a gennaio e febbraio. Intramontabile, poi, resta il fascino di città spagnole come Barcellona, Madrid e Siviglia. Ma non è tutto oro quel che lucida. “Sebbene il nostro settore sia in netta ripresa – spiega Michele Floris – più che con le agenzie online, ormai dobbiamo fare i conti con i tour operators improvvisati. O meglio abusivi. Capita sempre più di frequente – prosegue Floris – che il sacerdote o il pensionato di turno, anno dopo anno, proponga viaggi organizzati a comitive di persone le quali, forse a loro insaputa, vanno in giro per il mondo senza essere assicurate, esponendosi così a rischi di varia natura. Quello appena descritto è un fenomeno in crescita – conclude –. Ci dovrebbero essere più controlli. Per il bene di tutti”.
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