Macomer, il consiglio a un bivio
di Giulia Serra
Mercoledì prossimo è il giorno del giudizio per la maggioranza orfana di Succu, ancora agli arresti
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MACOMER. Sono trascorsi quasi 40 giorni da quel giovedì mattina nel quale i provvedimenti adottati dalla Procura della Repubblica di Oristano si sono abbattuti sulla città di Macomer travolgendo il suo primo cittadino Antonio Onorato Succu, per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari con la pesantissima accusa di essere una delle figure di primo piano nel presunto sistema di potere che, secondo gli inquirenti, controllava le assunzioni del personale presso l'ospedale San Martino di Oristano.
La misura coercitiva ha fatto scattare l'applicazione della Legge Severino, che prevede la sospensione dalla carica elettiva. La scelta di Antonio Succu di non dimettersi ha consentito alla sua maggioranza, così come previsto dalla norma, di non interrompere il mandato amministrativo avviato lo scorso anno con le elezioni comunali che avevano dato al sindaco uscente il mandato per continuare a governare la città. Se da un punto di vista normativo il proseguimento della consiliatura è legittimo, nelle scorse settimane si è aperto un animato dibattito sulla opportunità politica di portare avanti l'esperienza amministrativa. Ed è proprio su questo che il consiglio comunale, convocato dalla vice sindaca Rossana Ledda per il prossimo mercoledì 13 novembre alle ore 18.30, dovrà confrontarsi e discutere. La seduta si preannuncia particolarmente infuocata, con le posizioni inconciliabili delle parti già anticipate dal botta e risposta senza esclusione di colpi tra i due gruppi di minoranza e la maggioranza che governa il Comune e la possibilità, prospettata in maniera sibillina dal gruppo di opposizione Uniamoci per Macomer, di poter assistere alle dimissioni di una parte dei consiglieri.
Nel frattempo la notizia dell'annullamento del concorso per la selezione del comandante della Polizia locale dell'Unione dei Comuni del Marghine ha aperto plasticamente uno squarcio sui tentacoli di un'inchiesta che, partendo dal sistema di gestione della sanità oristanese, sembrerebbe muoversi ad ampio raggio e ha finito per puntare i fari su una procedura, ancora in corso, come quella della selezione, attraverso concorso pubblico, del nuovo comandante dei vigili dei dieci comuni del Marghine. Sul territorio, le ripercussioni del terremoto giudiziario che ha travolto Antonio Succu emergono non solo sul piano degli accertamenti messi in campo da parte della magistratura, ma anche a livello politico-amministrativo: l'ente sovracomunale – che svolge funzione amministrativa, eroga importanti servizi associati e ricopre attualmente il ruolo di “soggetto attuatore” del progetto di sviluppo “Marghine al Centro” che porta sul territorio quasi 24 milioni di euro – guidato fino al mese di ottobre dal sindaco Succu, risulta a oggi ancora privo dell'importante figura del presidente. In questo quadro, articolato e inevitabilmente complesso, Macomer si prepara ad affrontare nella sua massima assise un dibattito pubblico non più prorogabile.
La misura coercitiva ha fatto scattare l'applicazione della Legge Severino, che prevede la sospensione dalla carica elettiva. La scelta di Antonio Succu di non dimettersi ha consentito alla sua maggioranza, così come previsto dalla norma, di non interrompere il mandato amministrativo avviato lo scorso anno con le elezioni comunali che avevano dato al sindaco uscente il mandato per continuare a governare la città. Se da un punto di vista normativo il proseguimento della consiliatura è legittimo, nelle scorse settimane si è aperto un animato dibattito sulla opportunità politica di portare avanti l'esperienza amministrativa. Ed è proprio su questo che il consiglio comunale, convocato dalla vice sindaca Rossana Ledda per il prossimo mercoledì 13 novembre alle ore 18.30, dovrà confrontarsi e discutere. La seduta si preannuncia particolarmente infuocata, con le posizioni inconciliabili delle parti già anticipate dal botta e risposta senza esclusione di colpi tra i due gruppi di minoranza e la maggioranza che governa il Comune e la possibilità, prospettata in maniera sibillina dal gruppo di opposizione Uniamoci per Macomer, di poter assistere alle dimissioni di una parte dei consiglieri.
Nel frattempo la notizia dell'annullamento del concorso per la selezione del comandante della Polizia locale dell'Unione dei Comuni del Marghine ha aperto plasticamente uno squarcio sui tentacoli di un'inchiesta che, partendo dal sistema di gestione della sanità oristanese, sembrerebbe muoversi ad ampio raggio e ha finito per puntare i fari su una procedura, ancora in corso, come quella della selezione, attraverso concorso pubblico, del nuovo comandante dei vigili dei dieci comuni del Marghine. Sul territorio, le ripercussioni del terremoto giudiziario che ha travolto Antonio Succu emergono non solo sul piano degli accertamenti messi in campo da parte della magistratura, ma anche a livello politico-amministrativo: l'ente sovracomunale – che svolge funzione amministrativa, eroga importanti servizi associati e ricopre attualmente il ruolo di “soggetto attuatore” del progetto di sviluppo “Marghine al Centro” che porta sul territorio quasi 24 milioni di euro – guidato fino al mese di ottobre dal sindaco Succu, risulta a oggi ancora privo dell'importante figura del presidente. In questo quadro, articolato e inevitabilmente complesso, Macomer si prepara ad affrontare nella sua massima assise un dibattito pubblico non più prorogabile.
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