La Nuova Sardegna

Nuoro

Radiologi uniti contro gli sprechi

di Stefania Vatieri
Radiologi uniti contro gli sprechi

Congresso regionale Sirm. La presidente Calvisi: «Settore decisivo, non può essere sguarnito»

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NUORO. La cura contro le liste d’attesa infinite e i milioni di euro sprecati per esami che non servono c’è. A proporla è il popolo dei radiologi della Sardegna riunito nel capoluogo barbaricino in una due giorni dal titolo “Imaging nelle urgenze: iter diagnostico, appropriatezza e limiti” in scena nella sala congressi dell’Areus, con l’obiettivo di riportare al centro la figura del medico radiologo. Una sfida che si pone come intento quello di abbattere i tempi d’attesa offrendo una migliore prestazione sanitaria. Un tema che ha fatto da filo conduttore all’incontro organizzato dalla presidente regionale Sirm, Società italiana di radiologia medica, e responsabile del servizio di Senologia dell’ospedale San Francesco di Nuoro, Antonella Calvisi, che in apertura dell’evento ha sottolineato la necessità di un salto culturale. «Vogliamo che il radiologo esca dal mondo delle ombre e recuperi quella centralità che gli appartiene e che troppo spesso è stata trascurata – sottolinea Calvisi –. I numeri ci dicono che il 40 per cento delle prestazioni è inutile con una ricaduta sulla salute dei pazienti e sulle casse. Oggi più di ieri è necessario mettere in primo piano la figura del radiologo, che deve dialogare con medici di altre specialistiche affinché venga individuato l’esame più efficace da eseguire nel minor tempo possibile». Sono questi i due volti della non appropriatezza di prestazioni sanitarie, che pesa sulla salute dei cittadini e in termini di sprechi sulle tasche del Servizio sanitario nazionale. La Società italiana di medicina interna stima che un esame su tre è inappropriato con uno spreco di oltre 500 milioni di euro. «La tecnologia ci ha portato a un tumulto di indagini, di esami che ci mette in grande difficoltà – spiega ancora Calvisi –. Le radiologie dunque non possono essere sguarnite, ma sopratutto la nostra valutazione non può essere numerica, cioè a quantità di esami, ma deve essere di valore affinché l’utente possa avere una risposta a una medicina efficace ed efficiente». Esami più mirati dunque per scampare il pericolo di prescrivere valanghe di radiografie, Tac e risonanze magnetiche senza una reale necessità. Una due giorni che ha messo l’accento sulla formazione dei radiologi sardi ma al tempo stesso ha messo in luce la necessità di cambiare il trend per riportare al centro il ruolo, troppo spesso bistrattato, del medico radiologo. «Oggi la diagnostica è fondamentale: anche una banalissima bronco polmonite ha bisogno di una radiografia di conferma e ancora di più nell’oncologia il radiologo è quello che fa la diagnosi, dov’è il tumore, che zone colpisce, se è operabile – spiega Calvisi –. La figura del radiologo non può essere invisibile, ci siamo, siamo centrali, e dunque le radiologie non possono essere sguarnite». Un appello che tra le pieghe rivela la disastrosa situazione degli ospedali nuoresi dove la cronica carenza di personale rende il lavoro di medici e infermieri sempre più difficile. Dal 1994 ad oggi il numero dei radiologi a livello nazionale è rimasto praticamente Immutato, ciò che è cambiato sono le strumentazioni: macchinari sempre più evoluti e performanti che necessitano di un livello di attenzione altissimo. «L’ultimo aspetto importante riguarda il percorso che stiamo facendo per cercare di dare centralità alla Sanità del centro Sardegna in un momento di grande disagio, senza dimenticare che l’anno scorso come Sirm abbiamo istituito il centro istituzionale di formazione dove vengono trasmessi tutti i corsi e i congressi che si effettuano nelle sedi centrali di Roma e Milano e i quattro istituzionali di Roma, Catania, Milano e Nuoro – conclude la presidente regionale Sirm –. Questo mi conforta perché vuol dire che la 131 si può percorrere in un senso e nell’altro se noi offriamo qualcosa». La seconda giornata del congresso regionale Sirm, oggi dalle 8,30 vedrà la partecipazione di Ivan Cavicchi, filosofo della medicina e sociologo, una delle voci più autorevoli nel campo della medicina e della sanità.

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