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Il Rotary nelle scuole contro il Papilloma virus

di Simonetta Selloni
Il Rotary nelle scuole contro il Papilloma virus

NUORO. Vogliono saperne di più, voglio avere notizie corrette ma sono frenati dal pudore, per non dire vergogna. E così anziché rivolgersi a fonti qualificate, ossia ai medici, smanettano su dottor...

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NUORO. Vogliono saperne di più, voglio avere notizie corrette ma sono frenati dal pudore, per non dire vergogna. E così anziché rivolgersi a fonti qualificate, ossia ai medici, smanettano su dottor Google e pensano di avere le soluzioni in tasca. Loro sono i ragazzi, e a loro è rivolta la campagna di prevenzione dei tumori legati al Papilloma virus che da tempo il Rotary club di Nuoro sta conducendo.

Ecco perché qualche giorno fa all’Istituto Agrario c’è stato un incontro con i ragazzi, circa 150, dell’ultimo biennio. A illustrare loro il comportamento di un virus estremamente globale e trasversale è stata Battistina Foddai, ginecologa della Assl e rotariana. Agli studenti ha spiegato che se è vero che il papilloma virus è responsabile della totalità dei tumori della cervice uterina (circa 2300 nuovi casi in Italia all’anno, fonte Airc), è altrettanto vero che anche gli uomini sono interessati, per quanto riguarda i tumori dell’apparato genitale e orale.

«Il papilloma virus, o Hpv, è un “gregge” che include 150 tipi, di cui solo alcuni potenzialmente oncogeni, i tipi 16 e 18. Soprattutto il 16, e la trasmissione avviene per contagio sessuale». Il discorso della dottoressa Foddai ai ragazzi ha riguardato le abitudini sessuali e più in generale gli stili di vita, e la necessità di essere informati in modo corretto. «L’arma fondamentale per combattere la diffusione è la prevenzione: ecco perché serve vaccinarsi, lo strumento essenziale per proteggere se stessi e i partner».

Le buone notizie in questo senso riguardano il fatto che è disponibile il vaccino nonavalente che copre nove tipi di virus. La cosa migliore da fare sarebbe vaccinarsi prima di avere rapporti sessuali, e comunque entro il 25esimo anno d’età. In questo senso la Assl di Nuoro ha da tempo condotto una politica di abbattimento dei costi: oltre i 15 anni di età infatti, sono richieste tre dosi per la profilassi completa e il loro costo è di 200 euro l’una, che scende a 77 con il contributo del servizio sanitario. In alcuni casi specifici, le ragazze possono ottenere la vaccinazione gratuita.

Purtroppo le percentuali di vaccinazione sono ancora basse: in Sardegna appena il 55 per cento delle ragazze completa il ciclo, mentre per i ragazzi la percentuale è ferma sull’11 per cento. «La ragione per la quale sarebbe importante vaccinarsi prima dei 25 anni è legata all’efficienza del sistema immunitario, mentre e quindi tra i 35 e 40 anni, periodo in cui si registra il secondo picco di diffusione», sottolinea Foddai. Nelle prossime settimane, un nuovo incontro, al Liceo Asproni.

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