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Nuoro

Tentato omicidio Deiana il gip: «Si vada a processo»

di Kety Sanna
Tentato omicidio Deiana il gip: «Si vada a processo»

Teresa Castagna ha ordinato al pm l’imputazione coatta per Albino Sella La vittima era scampata a un agguato avvenuto nel gennaio di tre anni fa  

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MAMOIADA. «Gli elementi che il pubblico ministero indica nella richiesta di archiviazione sono sufficienti per giustificare il processo. Inoltre, eventuali dubbi sul contenuto di alcune intercettazioni e messaggi che possono riguardare alcuni familiari potranno essere chiariti in dibattimento, sulla base degli elementi indicati dalla parte offesa nella richiesta di opposizione all’archiviazione». Il gip del tribunale di Nuoro, Teresa Castagna, ritenendo superfluo dover disporre un’integrazione delle indagini per il tentato omicidio di Antonio Deiana (assistito dall’avvocato Gianluigi Mastio), avvenuto tre anni fa nelle campagne di Mamoiada, ha ordinato al pubblico ministero l’imputazione coatta per l’unico indagato, Albino Sella, fratello di Danilo, ucciso il 18 settembre 2018. Il pm Andrea Ghironi aveva chiesto l’archiviazione, ritenendo che attraverso le indagini, non fosse stato possibile stabilire se il fucile calibro 12 trovato a Sella (difeso dall’avvocato Francesco Lai), e risultato essere compatibile con l’arma usata per compiere l’agguato, fosse stato sempre nelle sue disponibilità o se, invece, gli fosse stato consegnato da altri.

L’episodio si era verificato la sera del 3 gennaio 2016. Antonio Deiana era stato raggiunto da una scarica di pallettoni mentre rientrava a casa dalla campagna a pochi chilometri dal paese, in località “Cusitzo”. I colpi esplosi da dietro un muretto a secco avevano colpito la fiancata del pick up guidato dall’allevatore di 30 anni, mandando in mille pezzi i vetri che lo avevano ferito di striscio. Deiana era riuscito a salvarsi e a dare l’allarme.

Subito dopo l’episodio i carabinieri della stazione del paese erano andati a cercare Albino Sella, senza però trovarlo. Il giovane, infatti, è il fratello di Danilo, l’allevatore ucciso nel 2018 da Marcello Gungui, condannato definitivamente a 18 anni. Antonio Deiana, per quel processo, era stato condannato a un anno e otto mesi per favoreggiamento. Motivo questo che secondo gli inquirenti avrebbe spinto Sella ad armarsi ed esplodere le fucilate contro Deiana che, per un caso quel giorno non si trovava in compagnia di Gungui. Lo era però la sera prima del tentato omicidio, quando insieme avevano notato Albino Sella che da una collinetta, li osservava con un binocolo. Dieci mesi dopo il fatto, l’indagato era stato arrestato perché trovato in possesso di un fucile calibro 12 modificato. Durante un normale controllo nelle campagne del paese i militari erano stati attratti dal rumore inconfondibile di colpi di arma da fuoco. Raggiunto un terreno di proprietà dei Sella avevano sorpreso l’allevatore che si esercitava a sparare. Il fucile usato, sottoposto a perizia dal Ris, era risultato compatibile con l’arma usata mesi prima per il tentato omicidio di Antonio Deiana.

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