La Nuova Sardegna

Nuoro

Bosa, piscina coperta a Campu ’e mare

di Alessandro Farina

L’Unione dei comuni finanzia uno studio per realizzare anche un palazzetto

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BOSA. Una struttura sportiva, un Palazzetto dello sport, punto di riferimento per l’intero territorio della Planargia. Questa l’idea che da tempo aleggia sulla costa centro occidentale dell’isola, che a quanto pare potrebbe diventare realtà unita ad un’altra delle “esigenze” più volte emerse in passato: la realizzazione di una piscina coperta. «L'Unione dei comuni ha deliberato per finanziare uno studio tecnico - economico per costruire, nella struttura polivalente di Bosa marina, un Palazzetto dello Sport e una piscina coperta, al servizio di tutta la Planargia», annuncia infatti con soddisfazione il sindaco di Bosa Piero Franco Casula, dopo l’ultima assemblea dell’ente territoriale. «I sindaci hanno votato all'unanimità, scegliendo Bosa come centro sportivo del territorio» aggiunge il sindaco della città del Temo. A Bosa Marina la provincia di Nuoro aveva realizzato anni fa la struttura che per il momento può contare su campetti da tennis e spogliatoi. Con il passaggio a Oristano l’area attrezzata di Campu ‘e Mare, all’ingresso est della frazione balneare, era stata trasferita di competenza a questo ente territoriale. Che qualche anno fa, dopo un lunghissimo iter, aveva poi ceduto le redini al comune di Bosa. Dove da tempo, già dalla prima esperienza amministrativa a guida Casula, si guarda al cosiddetto turismo attivo. Con punto di partenza la realizzazione di un Palazzetto dello sport, dove magari organizzare gare di livello regionale che possano diventare anche motivo di richiamo turistico. L’obiettivo ora sembra diventare concreto, dopo le decisioni dell’Unione dei comuni della Planargia.

«Un progetto ambizioso che punta a coprire un gap storico sull'infrastrutturazione sportiva» rimarca ancora il sindaco di Bosa. “Per costruire le strutture sarà acceso un mutuo importante (o due, a seconda dell'importo necessario) presso il Credito Sportivo” le strade economiche ora da battere per trovare le risorse necessarie, conclude Piero Franco Casula.



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